![]()
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Lancaster, Regno Unito
|
aLviseV in Dubbi, incertezze? L...
aLviseV in Il Flagello LaicoRip...
utente anonimo in Dubbi, incertezze? L...
utente anonimo in Dubbi, incertezze? L...
aLviseV in Grazie, Presidente B...
lanuovaeuropa in Il Flagello LaicoRip...
plesantville in Il Flagello LaicoRip...
lanuovaeuropa in Grazie, Presidente B...
aLviseV in Grazie, Presidente B...
lanuovaeuropa in Grazie, Presidente B...
oggi
giugno 2009
maggio 2009
aprile 2009
luglio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
accademia
assunzioni
baroni
berlusconi
boris
commissione
comunità cinese
corpo
costituzione
crusca
cultura
dellutri
denazionalizzazione
dignitÃ
direttore
discorso
donne
dottorato
ds
elettorale
elezioni 2008
elezioni europee 2009
esteri
etica
europa
europe
finanziaria
fotografia
france
francia
futuro
germania
giornalismo
identità nazionale
immigrati
immigrazione
impoverimento
integrazione
istruzione
italia
kant
laicitÃ
le monde
legge
lingue
lotta alla mafia
mafia
margherita
mercificazione
multilinguismo
nature
nazionalismo
noia
parlamento
partito democratico
poesia
politica
poème
poésie
presidentielle
programma
quotidiani
referendum
resistenza
responsabilitÃ
ricerca
rispetto
royal
sarkozy
stato
tg1
trattato
unione
universitÃ
valori
veline
vian
weber
zucconi
élections
2008
visitato *loading* volte
ANDIAMO A VOTAREEEEEE!!!!!!!!
Lo sapevate che …
...Berlusconi fu assolto nel processo Mills, vero? Immagino proprio di si. Ne parlano tutti in queste ore. Comunque, per coloro che non lo sapessero, vi consiglio vivamente di dare un'occhiata qui sotto.
E mi raccomando, non dimenticate il nome del giornalista: Luigi Galluzzo.
Accade anche coi giornalisti francesi. Purtroppo.
Continuamente in Italia ci lamentiamo dei nostri giornalisti. Ci appaiono spesso troppo servili e poco oggettivi, leggasi faziosi, in particolar modo nei riguardi del Presidente del Consiglio italiano; ed ancor più criticati lo sono qualora abbiano la possibilità di intervistarlo dal vivo: evitano in tutti i modi domande che possano infastidirlo, se non per lasciargli esporre la propria versione, senza alcun accenno di contraddittorio. Ossia, molti giornalisti si prestano ad una vera e propria operazione celebrativa dell'interlocutore. Il Presidente del Consiglio prima e più degli altri. Prestando il fianco, in tal modo, addirittura a richiami “istituzionali” sulla necessità di tenere “la schiena dritta”.
In tutti questi casi, siamo soliti ripetere il ritornello che negli altri Paesi una cosa del genere non accadrebbe mai: l'intervistatore non permetterebbe al suo ospite di sfoderare dati senza che questi siano opportunamente documentati; risponderebbe punto su punto su quanto offerto ai telespettatori dall'interlocutore, perché almeno un abbozzo di verità sia in qualche modo ristabilita. Ossia, affermiamo continuamente che non si arriverebbe mai ad una celebrazione del politico al contrario di quanto continuamente avviene nei salotti nostrani. Con le dovute accezioni, naturalmente.
A dispetto di quanto appena scritto, sono rimasto molto colpito, in senso negativo, dall'intervista, andata in onda sulla rete nazionale France2 il 6 maggio scorso, al nostro Presidente del Consiglio da parte del giornalista francese Philippe Visseyrias.
Nonostante mi sia capitato di assistere più volte a prese di posizione molto forti ad opera di giornalisti della stessa testata rispetto a procedimenti governativi, rispetto alle dichiarazioni di esponenti politici di tutti gli schieramenti, quella andata in onda e' stato a mio avviso un vero e proprio spot per Silvio Berlusconi. A parte alcuni brevi momenti certamente di imbarazzo, il giornalista non ha mai ritenuto di dover chiedere approfondimenti su quanto appena affermato dal suo interlocutore, né, apparentemente, ha mai sentito l'esigenza di controbattere a quanto avesse appena dichiarato Silvio Berlusconi.
Riportiamo alcuni brevi esempi:
-) Berlusconi ha affermato che grazie all'opera del suo governo, il problema della spazzatura a Napoli e' stato risolto. Il giornalista non ha minimamente accennato al fatto che in diversi comuni della provincia il problema esiste ancora, ne' che il termo-valorizzatore di Aversa inaugurato in pompa magna dal Presidente del Consiglio, in realtà sembra che entrerà in funzionare soltanto da gennaio 2010.
-) Berlusconi ha affermato che grazie a lui, l'Italia conserva ancora la compagnia aerea di bandiera. Il giornalista non chiede chi sarà a ripianare i debiti della cosiddetta “Bad Company”.
-) “Sono un imprenditore prestato alla politica per evitare che un partito comunista ancora forte arrivasse al potere”, ha affermato Berlusconi. Nessun accenno da parte del giornalista ai problemi giudiziari del Cavaliere che in quegli anni aveva perso tutte le coperture politiche che negli anni gli avevano permesso di costruire il suo impero mediatico. Senza contare che al tempo della sua discesa politica il Partito Comunista non esisteva più; al suo posto esisteva il PDS che contrariamente a quanto ininterrottamente affermato da Berlusconi non ha mai avuto progetti “eversivi”. In Italia, non abbiamo mai avuto, per fortuna, alcuna dittatura comunista. Al contrario, sono ancora vivi i ricordi della repressiva dittatura fascista. Non ricordo di aver mai sentito il nostro Presidente del Consiglio esprimere una condanna forte e decisa di tale periodo. Anzi, in vari modi, lui o chi per lui, continuano a cercare di sdoganare una pagina tanto buia della storia italiana. Ed anche su questo, silenzio tombale da parte del giornalista.
-) Uno dei punti piu alti dell'intervista, si raggiunge quando Berlusconi afferma: “Abbiamo introdotto una nuova moralità. Che non significa semplicemente non rubare, ma rispettare gli impegni presi con gli elettori ”. Nemmeno dopo tanta spregiudicatezza, il giornalista si e' scomposto per ricordargli la fila di inquisiti e pregiudicati che siedono in parlamento tra le fila del Popolo della Libertà.
-) Sempre Berlusconi afferma che ha contro il 90% della stampa. Persino le televisioni da lui possedute, per dimostrare la propria indipendenza, sarebbero a lui contrarie. A questo punto si osserva un certo imbarazzo nella voce dell'interlocutore. Ma che poi accetta senza batter ciglio quanto aggiunto subito dopo:” Gli italiani sono contenti di avere un Presidente del Consiglio che permette a tutti di dire ciò che pensano”. Chiedere di quanto successo a Biagi, Luttazzi, Santoro e tanti altri era forse troppo?
-) Alla domanda se il divorzio possa eventualmente avere effetti deleteri sulla sua reputazione, soprattutto tra l'elettorato cattolico, Berlusconi risponde che i sondaggi della mattina lo danno persino in aumento nell'indice di popolarità per la “classe” con cui ha affrontato la vicenda. Insomma, una persona si vede recapitare la richiesta di divorzio da parte della moglie, e la cosa migliore che riesca a fare è commissionare un sondaggio per accertarsi della sua popolarità. Che grande sensibilità, che tatto. I sondaggi rappresentano la medicina migliore per il dolore che lo affligge.
-) A proposito delle veline inserite nelle liste elettorali per le elezioni europee, che secondo Berlusconi non sarebbero mai esistite, il giornalista dimentica di citare quelle ragazze che, sul Corriere della Sera, hanno apertamente dichiarato che avevano già firmato per un posto in lista e che hanno saputo di essere state escluse soltanto dopo l'intervento di Veronica Lario.
-) In occasione dell'ultimo vertice della NATO, mentre la Cancelliera tedesca era in paziente attesa, il nostro Presidente del Consiglio, nel frattempo, si intratteneva al telefono con, a suo dire, il presidente Turco Erdogan. In tal modo, sempre a suo dire, e' riuscito a convincerlo, grazie alla sua amicizia ed influenza, ad accettare la nomina dell'ex-primo ministro danese Rasmussen a segretario generale dell'alleanza. Perché il giornalista non ha chiesto per quale motivo su tutti i giornali il presidente turco abbia affermato che e' stato grazie alle rassicurazioni di Obama sui futuri posti di comando in seno all'alleanza, che il tutto ha trovato soluzione?
-) Per finire, Berlusconi racconta che seguendo un consiglio dell'ex primo ministro britannico Margaret Tatcher, decise tempo fa di leggere soltanto gli articoli di giornale che parlassero bene del proprio governo e che in seguito a questa decisione per lungo tempo non ha più' avuto tale piacere. Tutta colpa di questi dannati giornali comunisti come Libero, Il Giornale, Il Foglio?
Tanti altri sono i punti su cui il giornalista avrebbe potuto ed avrebbe dovuto chiedere chiarimenti al Presidente del Consiglio e non invece permettergli di parlare a ruota libera come invece ha fatto. Mi chiedo se tutte queste notizie fossero o meno conosciute dal giornalista. Due sono le possibili risposte: non aveva adeguatamente preparato l'intervista, trascurando tutto quanto avvenuto in Italia nell'ultimo periodo; oppure, data la troppo lunga frequentazione del giornalismo italiano, le ha coscientemente ignorate.
Per l'Europa, per il nostro Futuro: Votate!
Il suo addio
Si, lo so. È già stato riportato da diversi blog, ma non sono riuscito davvero a trattenermi. Credevo che le immagini terribili, strazianti provenienti dalle zone colpite dal terremoto spingessero tutti ad un doveroso rispetto verso coloro che hanno perso la propria vita in questa immane disgrazia; che hanno perso gli affetti più cari, o ciò che avevano costruito nell’arco di una vita intera. Eppure il giornalismo nostrano, nella “persona” del TG1, è riuscito a regalarci un’altra bella ed alta pagina.
Come riportato nel video che segue, dopo averci raccontato nell’edizione delle 13:30 del 7 aprile 2009, così come si richiede ad un servizio pubblico, le storie drammatiche dei sopravvissuti, è riuscito, con brillante normalità e senza colpo ferire, a vantarsi, pavoneggiarsi come ha scritto qualcuno, dinanzi ai telespettatori dei successi di audience raccolti dalle diverse edizioni ordinarie e straordinarie dei TG che si erano succedute nel corso della lunga giornata. Enumerando nei più piccoli dettagli tutte le cifre di questo straordinario successo costruito sulla tragedia che ha colpito migliaia e migliaia di persone.
Semplicemente agghiacciante.
PS: Naturalmente, perché nessuno potesse dubitare che si trattasse di una semplice sbavatura, questa sera, 7 aprile 2009 alla fine dell’edizione delle 20, il tutto si è ripetuto subito dopo l’annuncio delle dimissioni del direttore Riotta. Che sia, per lui che ha lavorato tanto negli Stati Uniti, un modo tutto americano di salutarci?
Les mathématiques (la science, ndt) nous rappellent combien nous dépendons tous les uns des autres, et des intuitions et de l'imagination de ceux qui nous ont précédé, et de ceux qui constituent les institutions sociales et culturelles, les écoles et les universités, qui fournissent aux jeunes une instruction qui les rend capable de comprendre en profondeur les idées de leur temps. C'est notre tache de nous assurer que la société que nous allons laisser à nos descendants soit une communauté capable d'administrer et développer notre commun patrimoine scientifique. Les mathématiques (la science, ndt), en fait, sont parmi les activité les plus caractéristiques des hommes, une activité qui nous rend pleinement humain et qui, cela faisant, nous emmène à transcender nous même.
Dubbi, incertezze? Leggi Marcello
Oggi è davvero uno di quei giorni in cui ti riconcili con il mondo. In fondo, basta poco.
Torni a casa dopo una dura giornata di lavoro, durante la quale non hai fatto altro che sgobbare come un matto per guadagnarti la pagnotta, anche se qui da me le pagnotte non sono proprio un granché; con il morale sotto i piedi, accendi il computer e ti chiedi cos'altro sia mai successo durante questa eccitante campagna elettorale; accedi alla home page, e come di consueto, leggendo, cominci a pensare che nulla sia accaduto. Ma poi d'improvviso, mentre scorri la pagina, ecco un bagliore che vien fuori dallo schermo e la tua attenzione è catturata, rapita, avvolta e stravolta dalle magnifiche ed altisonanti parole di Marcello Dell'Utri riportate in un lungo articolo sul Corriere della Sera.
Esiti nella scelta della compagine elettorale cui concedere il tuo voto, perché nessuna tra le tante si è battuta fortemente affinché, per legge, i libri di storia scolastici siano riscritti integralmente? Nelle sue parole trovi la luce. Ed allora, finiamola una volte per tutte con questa retorica sulla Resistenza. Non vorremmo mica arrivare a fare come in Francia dove il presidente della Repubblica, noto comunista, ha chiesto che si leggesse nelle scuole la lettera del partigiano Guy Môquet.
Esiti nel concedere il tuo voto per l'elezione del Parlamento di un Paese che oramai non riconosce più i propri eroi? Nelle sue parole trovi la luce. Ed allora, non più commemorazioni delle stragi di Capaci e via D'Amelio, ma il riconoscimento con tutti gli onori dell'eroico stalliere di Arcore: Vittorio Mangano.
Esiti nel concedere il tuo voto ad una delle possibili coalizioni, per timore che possa farsi strada l'idea che, in fondo, bisogna correre e concorrere con regole scritte uguali per tutti? Nelle sue parole trovi la risposta. Cito testualmente: “...Il successo non è risparmiato né perdonato a nessuno, neanche a Moggi ”.
Allora, cosa aspetti. Domenica 13 e lunedì 14 aprile, se un qualsiasi dubbio dovesse mai assalirti, se l'idea di non votare dovesse intrufolarsi tra i tuoi pensieri, rileggi quelle meravigliose parole, e corri, precipitati nella cabina elettorale, e lì, compi il tuo dovere di elettore, ringraziando il caro Marcello per il servizio che ti ha reso.
Prima che me ne dimentichi, lo faccio anch'io: “ Caro Marcello, voglio ringraziarti sentitamente per tutto il bene che le tue parole mi hanno fatto, e soprattutto per aver finalmente cancellato ogni mio più piccolo dubbio riguardante la scelta elettorale. “
Per favore, lottate contro la mafia.
Rileggevo l'intervista rilasciata da Roberto Saviano il 13 marzo al Corriere della Sera, in cui lo scrittore denuncia il silenzio della politica sulla questione mafiosa durante la campagna elettorale, elencando, tra le altre cose, tutte le avance da lui ricevute ad opera dei vari partiti politici allo scopo di riuscire ad averlo nelle proprie liste. Esempio fulgido di una politica in cui l'apparire, o meglio, il mostrare candidati facilmente riconoscibili dal pubblico elettore, è più importante dell'essere, ovvero del presentarsi dinanzi al suddetto elettorato con un solido impianto culturale che permetta davvero di supportare personalità di spicco nei campi più disparati, ed affrontare, quindi, la risoluzione di alcuni problemi.
Certo, la campagna elettorale rappresenta il momento di massimo marketing politico, in cui l'importante è riuscire a sedurre l'elettore, lasciandogli immaginare con pochi e semplici input quale meraviglioso Paese potrebbe venir fuori dalle urne se solo si decidesse ad affidare il proprio voto al politico di turno.
Ed allora, ad esempio, nella seppur grave situazione in cui l'economia, non soltanto italiana, ma mondiale giace, bisogna a tutti i costi rassicurarlo. Rassicurarlo con proposte che almeno sulla carta non costino niente, che non richiedano alcuno sforzo, che non presuppongano un lavoro personale da parte del cittadino. In altre parole, bisogna rassicurarlo con proposte che siano “elettoralmente commerciabili”, per usare le parole di Piero Ostellino apparse in un editoriale del giorno dopo.
Ecco, la lotta alla mafia non è un prodotto elettoralmente commerciabile, ma anzi, ne rappresenta l'antitesi. Per questo non se ne parla.
Il Flagello Laico
Riporto due video della brava Paola Cortellesi presentati durante la trasmissione “Parla con me” di Serena Dandini.
In tempi di “oscurantismo”, dove alcuni semplici e fondamentali diritti civici faticano ad affermarsi o addirittura a trovare spazio perché un dibattito sereno e privo di scontri ideologici possa aprirsi, possiamo almeno provare a sorridere, oltre che “a scambiarci i libri”, nella speranza che uno Zapatero appaia prima o poi anche in Italia.
Grazie, Presidente Berlusconi
Questa sera, tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, con mille problemi e domande che mi gironzolavano nella testa, con le orecchie infreddolite dal vento che spira gelido in queste giornate, insomma, con il morale sotto le scarpe, apro la porta e trovo una lettera portante l'alquanto misteriosa dicitura “Invio riservato cittadini italiani iscritti A.I.R.E.”.
Poiché le elezioni sono vicine, ero convinto si trattasse delle indicazioni per il voto degli Italiani residenti all'estero; indicazioni inviate, magari, direttamente dal consolato.
Come sono stato sciocco. E come è stata grande la gioia per aver scoperto il reale contenuto della missiva. Si, perché dentro la busta, vi era molto ma molto di più.
Vi era la conferma che Silvio Berlusconi, il nostro caro Presidente, conoscesse personalmente il mio indirizzo, e che fosse riuscito a trovare il tempo per inviarmi un'accorata lettera per indurmi a sostenere il suo progetto e votare quindi per “Il Popolo della Libertà”.
Nel seguito riporto il testo integrale della lettera, perché tutti possano condividere la mia gioia ed il mio stesso entusiasmo.
Ma dov'è finita l'Europa?
In tutto questo gran parlare di riforme fiscali, innalzamento dei salari, sviluppo sostenibile, e tutto quanto riportato nei programmi dei diversi partiti che si presenteranno alle prossime elezioni politiche di aprile, mi sembra che un tema manchi in modo assordante all'appello. Dov'è finita l'Europa? Che fine ha fatto nei discorsi delle diverse forze politiche? Esiste ancora l'Unione Europea di cui siamo uno dei Paesi fondatori?
Ad ascoltare le dichiarazioni riportate giorno dopo giorno dai mezzi di informazione, leggendo i discorsi pronunciati in varie occasioni, si ha l'impressione che l'Italia sia un'isola circondata da un grande oceano che impedisce ogni scambio. Si odono riferimenti agli altri Paesi soltanto quando si tratta di paragonare la crescita prevista del PIL, per dire quindi che la Spagna crescerà più dell'Italia, oppure che è stata inaugurata sempre in Spagna la linea ferroviaria rapida Madrid-Barcellona. Ma la riflessione, si ferma lì, senza mai entrare nel merito, e senza mai che si giunga ad apportare al dibattito italiano alcun elemento a mio avviso costruttivo. L'Europa esiste in questo momento nel discorso politico soltanto come pietra angolare per poter giudicare quanto è fatto negli altri Paesi, senza che si cerchi di comprendere perché ciò avviene negli altri Stati e non da noi. Proprio ciò che permetterebbe invece una comparazione costruttiva, introducendo nei discorsi elementi di novità rispetto a temi che possono anche toccare da vicino le vite dei cittadini. Insomma, guardare gli altri per cercare di arricchirci. Credo che in questo modo, ci si potrebbe convincere come molti problemi non dipendano dall'inadeguatezza delle Istituzioni Repubblicane, ma da qualcosa di molto più profondo che riguarda il Popolo italiano, la sua cultura, la condivisione di valori comuni (come abbiamo già scritto qui). Ma l'esclusione di tali temi dal dibattito elettorale comporta delle perdite, e quindi un impoverimento generale, a mio modo ancor più preoccupanti.
Storie dell’altro mondo
Provate ad immaginare un Paese in Europa.
Un Paese in cui la legge autorizzi esplicitamente un Membro del Parlamento ad assumere tra i propri collaboratori una persona di famiglia.
Un Paese in cui ciò sia una pratica ricorrente e regolamentata.
Provate ad immaginare un Paese in cui, in seguito ad indagine, si scopra che uno di tali collaboratori familiari sia pagato qualche migliaio di euro per alcuni incarichi, mentre risulta studente a tempo pieno.
Un Paese in cui tutto ciò apra un dibattito ai massimi livelli istituzionali sulla trasparenza ed il rispetto delle regole che un parlamentare, ancor più di un cittadino qualsiasi, deve dimostare, soprattutto per ciò che riguarda l’uso che egli fa del denaro pubblico e quindi di tutti.
Un Paese in cui l’opinione pubblica ritenga che la sua pratica non si addica ad un rappresentante del Popolo, e che il suddetto parlamentare non sia degno delle funzioni per cui è stato eletto.
Un Paese in cui il suddetto parlamentare si scusi dinanzi alla Nazione, promettendo di non ripresentarsi alle prossime elezioni.
Immaginate un Paese dove tale Membro del Parlamento sia espulso dal proprio partito per una condotta non consona all’Istituzione che egli rappresenta.
Immaginate un Paese dove la maggioranza dei parlamentari, non importa di quale schieramento, voti per la sospensione parziale del “malfattore”, obbligandolo a restituire la somma sottratta irregolarmente alle finanze pubbliche.
Provate ad immaginare.
Di siffatti Paesi europei ne esistono molti.
PS: Per chiunque sia interessato, si possono trovare informazioni sul Paese e su quanto accaduto a questo link.
Sottoscrizione di un appello sui fatti avvenuti in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma
Sul sito dell'Osservatorio della Ricerca, è possibile sottoscrivere un appello sui fatti che hanno coinvolto in questi giorni la Sapienza di Roma. L'appello è rivolto, cito, "al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell’ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni."
Si vuole con ciò stigmatizzare la gogna mediatica cui sono stati ingiustamente sottoposti i docenti universitari in nome della presunta tolleranza delle opinioni altrui.
Sul sito è possibile trovare oltre all'appello, un'attenta descrizione e lettura di quanto avvenuto, con commenti da parte di Giorgio Parisi, Pietro Greco e Stefano Rodotà.
Riporto inoltre, di seguito, alcune brevi dichiarazioni rese ad un TG nazionale domenica 20 gennaio da una parte di quei politici che hanno preso parte in Piazza San Pietro all'Angelus del Papa. Permettono di avere una percezione della mistificazione operata, anche grazie ai mezzi di informazione, e del messaggio trasmesso al pubblico televisivo, in gran parte senza alcun contraddittorio.
Alla domanda: "Perché lei è oggi presente qui in Piazza San Pietro?", hanno così risposto:
On. P. Casini, UDC: "Per affermare il valore della libertà e dell'identità cristiana dell'Italia e soprattutto un grande affetto al Santo Padre."
On. F. Cicchitto, Forza Italia: "Da laico per manifestare solidarietà al pontefice che da laici illiberali è stato contestato e gli è stato impedito di parlare all'Università di Roma."
On. A. Rochi, Alleanza Nazionale: "Per testimoniare una grande solidarietà umana al Santo Padre. Per cercare insieme di lavare quell'affronto, quell'offesa che è stata fatta da una cultura di sinistra vetero-marxista nei confronti del Santo Padre."
On. D. Santanché, La Destra: "Dal Papa una grande lezione di umiltà."
On C. Mastella, UDEUR: "Chiediamo scusa per quegli imbecilli che non hanno consentito questo."
On. M. Borghezio, Lega Nord: "Non è una presenza politica e un significato metapolitico può sicuramente averla questa grande risposta popolare."
Naturalmente nessun cenno a quanto realmente accaduto. Parafrasando Marco Travaglio, potremmo dire che i fatti sono scomparsi per non disturbare le opinioni.
LA CRUSCA per voi (2)
Pubblichiamo il secondo intervento del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini.
[pubbl. in “La Crusca per voi”, num. 35, ottobre (ma dicembre) 2007, pp. 1-3]
I fatti che hanno sollecitato questo nostro intervento non si riconducono a iniziative dei due membri dell’attuale Governo, perché si sono generati spontaneamente da tempo nell’ambito dell’autonomia universitaria, ma la loro incidenza sui processi di formazione linguistica, culturale e professionale delle nuove generazioni è tale da non permettere più che la prassi in questione sia lasciata andare avanti tra l’indifferenza e l’accondiscendenza di tutti noi: cioè, senza che tale prassi entri apertamente in un quadro di valutazioni complessive sulla politica linguistica ed educativa del nostro Paese. Si spera che questa doppia aggettivazione di una linea politica non sorprenda nessuno, e cioè che tutti gli interessati a questo discorso si rendano conto che nella formazione intellettuale dei giovani i fattori linguistici hanno un ruolo decisivo, e tengano ben presente che le lingue non sono un puro mezzo neutro che permette il passaggio d’informazioni: semplici pulsanti di diverso colore, da premere a scelta per attivare l’uno o l’altro circuito nel motore della mente. La verifica di questi principi è affidata, questa volta, proprio agli argomenti concreti che emergono dal caso in esame.
Mais que se passe-t-il en France en ce moment?
J'ai énormément du mal en ce moment à comprendre la France, mais surtout il me fait mal de voir ce qu'on peut voir et mal d'entendre ce qu'on peut entendre tous les jours ou presque dans le journaux télés, par exemples.
Depuis que Sarkozy a été élu, la presse et les dépeches '' people'' se sont emparées, j'ai l'impression, d'une bonne partie des moyens de communications. Non que les magazines dits ''people'' n'existaient pas avant, bien au contraire. Des tas d'étagères chez les marchands de presse ont toujours été recouvertes pas des tels magazines, que j'imagine donc être beaucoup demandés par les clients. Mais le fait que désormais depuis son élection, jour ne passe sans que la télé nous informe sur les péripéties amoureuses des son président, ou des livres qui viennent de sortir concernant son ex-épouse; le fait qu'elles deviennent arguments de conversation aussi importants que les licenciements, ou le dernier projet de loi présenté par Mme Dati, juste pour faire un exemple, au point d'être débattue à la télé me prend franchement au dépourvu.