
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia
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Dubbi, incertezze? Leggi Marcello
Oggi è davvero uno di quei giorni in cui ti riconcili con il mondo. In fondo, basta poco.
Torni a casa dopo una dura giornata di lavoro, durante la quale non hai fatto altro che sgobbare come un matto per guadagnarti la pagnotta, anche se qui da me le pagnotte non sono proprio un granché; con il morale sotto i piedi, accendi il computer e ti chiedi cos'altro sia mai successo durante questa eccitante campagna elettorale; accedi alla home page, e come di consueto, leggendo, cominci a pensare che nulla sia accaduto. Ma poi d'improvviso, mentre scorri la pagina, ecco un bagliore che vien fuori dallo schermo e la tua attenzione è catturata, rapita, avvolta e stravolta dalle magnifiche ed altisonanti parole di Marcello Dell'Utri riportate in un lungo articolo sul Corriere della Sera.
Esiti nella scelta della compagine elettorale cui concedere il tuo voto, perché nessuna tra le tante si è battuta fortemente affinché, per legge, i libri di storia scolastici siano riscritti integralmente? Nelle sue parole trovi la luce. Ed allora, finiamola una volte per tutte con questa retorica sulla Resistenza. Non vorremmo mica arrivare a fare come in Francia dove il presidente della Repubblica, noto comunista, ha chiesto che si leggesse nelle scuole la lettera del partigiano Guy Môquet.
Esiti nel concedere il tuo voto per l'elezione del Parlamento di un Paese che oramai non riconosce più i propri eroi? Nelle sue parole trovi la luce. Ed allora, non più commemorazioni delle stragi di Capaci e via D'Amelio, ma il riconoscimento con tutti gli onori dell'eroico stalliere di Arcore: Vittorio Mangano.
Esiti nel concedere il tuo voto ad una delle possibili coalizioni, per timore che possa farsi strada l'idea che, in fondo, bisogna correre e concorrere con regole scritte uguali per tutti? Nelle sue parole trovi la risposta. Cito testualmente: “...Il successo non è risparmiato né perdonato a nessuno, neanche a Moggi ”.
Allora, cosa aspetti. Domenica 13 e lunedì 14 aprile, se un qualsiasi dubbio dovesse mai assalirti, se l'idea di non votare dovesse intrufolarsi tra i tuoi pensieri, rileggi quelle meravigliose parole, e corri, precipitati nella cabina elettorale, e lì, compi il tuo dovere di elettore, ringraziando il caro Marcello per il servizio che ti ha reso.
Prima che me ne dimentichi, lo faccio anch'io: “ Caro Marcello, voglio ringraziarti sentitamente per tutto il bene che le tue parole mi hanno fatto, e soprattutto per aver finalmente cancellato ogni mio più piccolo dubbio riguardante la scelta elettorale. “
Per favore, lottate contro la mafia.
Rileggevo l'intervista rilasciata da Roberto Saviano il 13 marzo al Corriere della Sera, in cui lo scrittore denuncia il silenzio della politica sulla questione mafiosa durante la campagna elettorale, elencando, tra le altre cose, tutte le avance da lui ricevute ad opera dei vari partiti politici allo scopo di riuscire ad averlo nelle proprie liste. Esempio fulgido di una politica in cui l'apparire, o meglio, il mostrare candidati facilmente riconoscibili dal pubblico elettore, è più importante dell'essere, ovvero del presentarsi dinanzi al suddetto elettorato con un solido impianto culturale che permetta davvero di supportare personalità di spicco nei campi più disparati, ed affrontare, quindi, la risoluzione di alcuni problemi.
Certo, la campagna elettorale rappresenta il momento di massimo marketing politico, in cui l'importante è riuscire a sedurre l'elettore, lasciandogli immaginare con pochi e semplici input quale meraviglioso Paese potrebbe venir fuori dalle urne se solo si decidesse ad affidare il proprio voto al politico di turno.
Ed allora, ad esempio, nella seppur grave situazione in cui l'economia, non soltanto italiana, ma mondiale giace, bisogna a tutti i costi rassicurarlo. Rassicurarlo con proposte che almeno sulla carta non costino niente, che non richiedano alcuno sforzo, che non presuppongano un lavoro personale da parte del cittadino. In altre parole, bisogna rassicurarlo con proposte che siano “elettoralmente commerciabili”, per usare le parole di Piero Ostellino apparse in un editoriale del giorno dopo.
Ecco, la lotta alla mafia non è un prodotto elettoralmente commerciabile, ma anzi, ne rappresenta l'antitesi. Per questo non se ne parla.
Il Flagello Laico
Riporto due video della brava Paola Cortellesi presentati durante la trasmissione “Parla con me” di Serena Dandini.
In tempi di “oscurantismo”, dove alcuni semplici e fondamentali diritti civici faticano ad affermarsi o addirittura a trovare spazio perché un dibattito sereno e privo di scontri ideologici possa aprirsi, possiamo almeno provare a sorridere, oltre che “a scambiarci i libri”, nella speranza che uno Zapatero appaia prima o poi anche in Italia.
Grazie, Presidente Berlusconi
Questa sera, tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, con mille problemi e domande che mi gironzolavano nella testa, con le orecchie infreddolite dal vento che spira gelido in queste giornate, insomma, con il morale sotto le scarpe, apro la porta e trovo una lettera portante l'alquanto misteriosa dicitura “Invio riservato cittadini italiani iscritti A.I.R.E.”.
Poiché le elezioni sono vicine, ero convinto si trattasse delle indicazioni per il voto degli Italiani residenti all'estero; indicazioni inviate, magari, direttamente dal consolato.
Come sono stato sciocco. E come è stata grande la gioia per aver scoperto il reale contenuto della missiva. Si, perché dentro la busta, vi era molto ma molto di più.
Vi era la conferma che Silvio Berlusconi, il nostro caro Presidente, conoscesse personalmente il mio indirizzo, e che fosse riuscito a trovare il tempo per inviarmi un'accorata lettera per indurmi a sostenere il suo progetto e votare quindi per “Il Popolo della Libertà”.
Nel seguito riporto il testo integrale della lettera, perché tutti possano condividere la mia gioia ed il mio stesso entusiasmo.
Ma dov'è finita l'Europa?
In tutto questo gran parlare di riforme fiscali, innalzamento dei salari, sviluppo sostenibile, e tutto quanto riportato nei programmi dei diversi partiti che si presenteranno alle prossime elezioni politiche di aprile, mi sembra che un tema manchi in modo assordante all'appello. Dov'è finita l'Europa? Che fine ha fatto nei discorsi delle diverse forze politiche? Esiste ancora l'Unione Europea di cui siamo uno dei Paesi fondatori?
Ad ascoltare le dichiarazioni riportate giorno dopo giorno dai mezzi di informazione, leggendo i discorsi pronunciati in varie occasioni, si ha l'impressione che l'Italia sia un'isola circondata da un grande oceano che impedisce ogni scambio. Si odono riferimenti agli altri Paesi soltanto quando si tratta di paragonare la crescita prevista del PIL, per dire quindi che la Spagna crescerà più dell'Italia, oppure che è stata inaugurata sempre in Spagna la linea ferroviaria rapida Madrid-Barcellona. Ma la riflessione, si ferma lì, senza mai entrare nel merito, e senza mai che si giunga ad apportare al dibattito italiano alcun elemento a mio avviso costruttivo. L'Europa esiste in questo momento nel discorso politico soltanto come pietra angolare per poter giudicare quanto è fatto negli altri Paesi, senza che si cerchi di comprendere perché ciò avviene negli altri Stati e non da noi. Proprio ciò che permetterebbe invece una comparazione costruttiva, introducendo nei discorsi elementi di novità rispetto a temi che possono anche toccare da vicino le vite dei cittadini. Insomma, guardare gli altri per cercare di arricchirci. Credo che in questo modo, ci si potrebbe convincere come molti problemi non dipendano dall'inadeguatezza delle Istituzioni Repubblicane, ma da qualcosa di molto più profondo che riguarda il Popolo italiano, la sua cultura, la condivisione di valori comuni (come abbiamo già scritto qui). Ma l'esclusione di tali temi dal dibattito elettorale comporta delle perdite, e quindi un impoverimento generale, a mio modo ancor più preoccupanti.
Storie dell’altro mondo
Provate ad immaginare un Paese in Europa.
Un Paese in cui la legge autorizzi esplicitamente un Membro del Parlamento ad assumere tra i propri collaboratori una persona di famiglia.
Un Paese in cui ciò sia una pratica ricorrente e regolamentata.
Provate ad immaginare un Paese in cui, in seguito ad indagine, si scopra che uno di tali collaboratori familiari sia pagato qualche migliaio di euro per alcuni incarichi, mentre risulta studente a tempo pieno.
Un Paese in cui tutto ciò apra un dibattito ai massimi livelli istituzionali sulla trasparenza ed il rispetto delle regole che un parlamentare, ancor più di un cittadino qualsiasi, deve dimostare, soprattutto per ciò che riguarda l’uso che egli fa del denaro pubblico e quindi di tutti.
Un Paese in cui l’opinione pubblica ritenga che la sua pratica non si addica ad un rappresentante del Popolo, e che il suddetto parlamentare non sia degno delle funzioni per cui è stato eletto.
Un Paese in cui il suddetto parlamentare si scusi dinanzi alla Nazione, promettendo di non ripresentarsi alle prossime elezioni.
Immaginate un Paese dove tale Membro del Parlamento sia espulso dal proprio partito per una condotta non consona all’Istituzione che egli rappresenta.
Immaginate un Paese dove la maggioranza dei parlamentari, non importa di quale schieramento, voti per la sospensione parziale del “malfattore”, obbligandolo a restituire la somma sottratta irregolarmente alle finanze pubbliche.
Provate ad immaginare.
Di siffatti Paesi europei ne esistono molti.
PS: Per chiunque sia interessato, si possono trovare informazioni sul Paese e su quanto accaduto a questo link.
Sottoscrizione di un appello sui fatti avvenuti in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma
Sul sito dell'Osservatorio della Ricerca, è possibile sottoscrivere un appello sui fatti che hanno coinvolto in questi giorni la Sapienza di Roma. L'appello è rivolto, cito, "al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell’ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni."
Si vuole con ciò stigmatizzare la gogna mediatica cui sono stati ingiustamente sottoposti i docenti universitari in nome della presunta tolleranza delle opinioni altrui.
Sul sito è possibile trovare oltre all'appello, un'attenta descrizione e lettura di quanto avvenuto, con commenti da parte di Giorgio Parisi, Pietro Greco e Stefano Rodotà.
Riporto inoltre, di seguito, alcune brevi dichiarazioni rese ad un TG nazionale domenica 20 gennaio da una parte di quei politici che hanno preso parte in Piazza San Pietro all'Angelus del Papa. Permettono di avere una percezione della mistificazione operata, anche grazie ai mezzi di informazione, e del messaggio trasmesso al pubblico televisivo, in gran parte senza alcun contraddittorio.
Alla domanda: "Perché lei è oggi presente qui in Piazza San Pietro?", hanno così risposto:
On. P. Casini, UDC: "Per affermare il valore della libertà e dell'identità cristiana dell'Italia e soprattutto un grande affetto al Santo Padre."
On. F. Cicchitto, Forza Italia: "Da laico per manifestare solidarietà al pontefice che da laici illiberali è stato contestato e gli è stato impedito di parlare all'Università di Roma."
On. A. Rochi, Alleanza Nazionale: "Per testimoniare una grande solidarietà umana al Santo Padre. Per cercare insieme di lavare quell'affronto, quell'offesa che è stata fatta da una cultura di sinistra vetero-marxista nei confronti del Santo Padre."
On. D. Santanché, La Destra: "Dal Papa una grande lezione di umiltà."
On C. Mastella, UDEUR: "Chiediamo scusa per quegli imbecilli che non hanno consentito questo."
On. M. Borghezio, Lega Nord: "Non è una presenza politica e un significato metapolitico può sicuramente averla questa grande risposta popolare."
Naturalmente nessun cenno a quanto realmente accaduto. Parafrasando Marco Travaglio, potremmo dire che i fatti sono scomparsi per non disturbare le opinioni.
LA CRUSCA per voi (2)
Pubblichiamo il secondo intervento del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini.
[pubbl. in “La Crusca per voi”, num. 35, ottobre (ma dicembre) 2007, pp. 1-3]
I fatti che hanno sollecitato questo nostro intervento non si riconducono a iniziative dei due membri dell’attuale Governo, perché si sono generati spontaneamente da tempo nell’ambito dell’autonomia universitaria, ma la loro incidenza sui processi di formazione linguistica, culturale e professionale delle nuove generazioni è tale da non permettere più che la prassi in questione sia lasciata andare avanti tra l’indifferenza e l’accondiscendenza di tutti noi: cioè, senza che tale prassi entri apertamente in un quadro di valutazioni complessive sulla politica linguistica ed educativa del nostro Paese. Si spera che questa doppia aggettivazione di una linea politica non sorprenda nessuno, e cioè che tutti gli interessati a questo discorso si rendano conto che nella formazione intellettuale dei giovani i fattori linguistici hanno un ruolo decisivo, e tengano ben presente che le lingue non sono un puro mezzo neutro che permette il passaggio d’informazioni: semplici pulsanti di diverso colore, da premere a scelta per attivare l’uno o l’altro circuito nel motore della mente. La verifica di questi principi è affidata, questa volta, proprio agli argomenti concreti che emergono dal caso in esame.
Mais que se passe-t-il en France en ce moment?
J'ai énormément du mal en ce moment à comprendre la France, mais surtout il me fait mal de voir ce qu'on peut voir et mal d'entendre ce qu'on peut entendre tous les jours ou presque dans le journaux télés, par exemples.
Depuis que Sarkozy a été élu, la presse et les dépeches '' people'' se sont emparées, j'ai l'impression, d'une bonne partie des moyens de communications. Non que les magazines dits ''people'' n'existaient pas avant, bien au contraire. Des tas d'étagères chez les marchands de presse ont toujours été recouvertes pas des tels magazines, que j'imagine donc être beaucoup demandés par les clients. Mais le fait que désormais depuis son élection, jour ne passe sans que la télé nous informe sur les péripéties amoureuses des son président, ou des livres qui viennent de sortir concernant son ex-épouse; le fait qu'elles deviennent arguments de conversation aussi importants que les licenciements, ou le dernier projet de loi présenté par Mme Dati, juste pour faire un exemple, au point d'être débattue à la télé me prend franchement au dépourvu.
LA CRUSCA per voi
Ho il grande piacere e l'onore di poter pubblicare alcuni interventi del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini, e relativi al ruolo ed all'importanza del multilinguismo nell'attuale Europa unita.
Voglio ringraziare sentitamente il Professor Francesco Sabatini per il consenso accordatomi ed il dottor Paolo Belardinelli dell'ufficio stampa dell'Accademia della Crusca che ha reso possibile ciò.
[Il testo seguente, pubblicato in “La Crusca per voi”, num. 34 dell’aprile 2007, riproduce il discorso di apertura della cerimonia che ha accompagnato l’intitolazione del grande spazio antistante alla sede dell’Accademia come “Piazza delle Lingue d’Europa”, per segnare l’inizio di un programma di incontri e manifestazioni che in seguito si terranno, nell’Accademia e in altre sedi, all’insegna del Progetto “Firenze, Piazza delle Lingue d’Europa”. La cerimonia si è svolta il 3 luglio del 2007 nell’ambito di due giornate di incontri internazionali.]
IL PATRIMONIO LINGUISTICO COMUNE DEI POPOLI D'EUROPA
Autorità della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, Colleghe e Colleghi delle Accademie e della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, Rappresentante italiano dell’UNESCO, Magnifici Rettori delle Università, Autorità della Città e della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, Rappresentanti del Governo e delle Direzioni Generali dei nostri Ministeri, illustri Relatori e studiosi ospiti venuti da varie parti d’Italia e d’Europa, l’Accademia della Crusca vi porge il più caloroso benvenuto e vi esprime profonda gratitudine per la vostra presenza e per il consenso già dichiarato a questa iniziativa.
La nostra Accademia raccoglie oggi ancora uno dei frutti del seme posto dai suoi fondatori oltre 400 anni fa. Subito dopo la sua fondazione, come prima Accademia linguistica del nostro continente, essa accolse nel suo seno studiosi di altri Paesi, soprattutto della Germania (ben tre se ne contano entro l’anno 1600) e poi di Spagna, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Svezia e, fuori d’Europa, del Brasile. Attraverso questi legami, gli Accademici della Crusca, che nel 1612 avevano già pubblicato il loro Vocabolario, primo grande vocabolario di una lingua moderna, proiettarono in Europa il loro modello di lessicografia e ispirarono via via opere simili in Francia, Spagna, Portogallo e, a maggior distanza di tempo, in Inghilterra e in Germania.
Dignità del Paese o avvocati dell'ideologia?
L'articolo 52 della legge finanziaria 2008 appena licenziata dal Senato, recita, tra l'altro: “...Per incrementare l'assegno di dottorato di ricerca il fondo ordinario è aumentato di 40 milioni di euro l'anno dal 2008 al 2010. ”. Alcune prime stime provvisorie parlano di un possibile futuro stipendio per un dottorando di circa 1100-1200 euro mensili. Ovverosia, uno stipendio allineato a quanto pagato da altri grandi Paesi europei per i propri studenti.
L'emendamento è stato proposto dal professore Valditara, senatore nelle file di Alleanza Nazionale, ed è stato approvato contro il parere negativo del relatore di maggioranza, ma con i voti favorevoli di alcuni indipendenti, come Rossi, Turigliatto, Fisichella. E con il voto contrario, ma apparentemente “sofferto” di esponenti della maggioranza.
Discorso del Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy dinanzi al Parlamento europeo
Strasburgo, martedì 13 novembre 2007
Signor Presidente del Parlamento europeo,
Signore Deputate, Signori Deputati,
Signor Presidente della Commissione,
Signore e Signori
Vi ringrazio di avermi invitato a prendere la parola dinanzi a voi, in questo luogo dove batte il cuore democratico dell'Europa.
Vi ringrazio di darmi l'occasione di farlo ora, nel momento in cui, dopo essere sembrata sul punto di vacillare, l'Europa si desta e riparte in avanti.
Vi ringrazio di permettermi di rinnovare dinanzi a voi l'impegno europeo della Francia e di dirvi che il “no” alla Costituzione europea non era, per il popolo francese, l'espressione di un rifiuto dell'Europa, ma la richiesta di maggiore attenzione nei suoi confronti.
Spogliare una donna (e svilire la fotografia) per qualche euro in più
Queste mie brevi riflessioni hanno preso spunto dalla rubrica “Lettere al Direttore” curata da Vittorio Zucconi sul sito web del quotidiano La Repubblica. In particolare, la mia attenzione è stata destata dalla risposta ad un lettore che chiedeva come mai sul sito del quotidiano francese “Le Monde”, non vi fossero tante “belle donne discinte” come invece appaiono quotidianamente sul sito di Repubblica. La pronta risposta del direttore è stata che “forse i francesi preferiscono vedere le gambe del loro presidente mentre fa jogging”, aggiungendo, per terminare, che “chacun à son goût”. Imbattibile. Ma non è finita qui. Qualche tempo addietro, ad una lettera da parte di una lettrice che si rallegrava di poter sfogliare il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine senza incappare continuamente in donne poco vestite, seguì una risposta assai piccata in cui il giornale fu definito, più o meno, noioso per quel suo stile austero.
Istruzione, cultura e politica
La cultura è l'unica cosa che possa rendere gli uomini davvero liberi.
Immaginare di intraprendere una qualsiasi riforma profonda della società italiana, credendo che sia sufficiente proporre ed approvare nuove leggi perché comportamenti virtuosi fioriscano e diventino la norma è puramente illusorio. Non faremo altro in questo modo che riempire le mensole di nuovi testi giuridici che con il passare del tempo si rivelerebbero per quello che sono: contenitori di sogni e molta polvere.
Immaginare, per citare un esempio, che una riduzione di qualche punto della pressione fiscale, possa generare un meccanismo che spinga tutti coloro che le tasse non le hanno mai pagate, o spesso evase, a divenire contribuenti modello, significa sottovalutare il problema, o addirittura volerlo ignorare coscientemente. Perché se è vero che esistono ambiti in cui una riforma legislativa potrebbe apportare benefici procedurali, con una conseguente semplificazione burocratica, la stessa cosa non potrà mai avvenire nella ricerca e nella ridefinizione di una nuova forma di convivenza civile, nella nascita in ciascuno di noi di una coscienza del ruolo che occupiamo nell'ambito di una collettività formata da una moltitudine di individui; ciascuno dei quali è portatore di esigenze ed interessi molteplici ma che devono avere come fine ultimo il benessere della società nel suo complesso.
Di seguito è riportato il documentario, con sottotitoli in italiano, realizzato dalla BBC e trasmesso nel Regno Unito nel 2006 sulle coperture operate dal Vaticano per coprire i crimini a sfondo sessuale da parte dei preti pedofili nelle varie diocesi nel mondo.
Nel nostro Paese, dove la libertà di stampa è costantemente messa a dura prova da molti fattori, tra i quali naturalmente una continua ossequiosità alle gerarchie ecclesiastiche, i mass media nazionali non ne hanno parlato affatto. Tutto è passato sotto silenzio. Anche da parte di coloro che si sono sempre dichiarati concordi nell'affermare che una notizia, quale che sia, dovrebbe essere sempre riportata. Purtroppo questo è vero a patto che non venga infastidito il potente di turno.
E la chiesa è sempre stata molto potente.
Per motivi di copyright il video è stato rimosso.