"Nous ne coalisons pas des Etats, nous unissons des hommes." Jean Monnet

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Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia

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martedì, 15 luglio 2008

Scienza e società



La matematica (la scienza, ndt) ci ricorda quanto dipendiamo l'uno dall'altro, sia dalle intuizioni e dall'immaginazione di coloro che ci hanno preceduti, sia da coloro che formano le istituzioni sociali e culturali, le scuole e le università, che forniscono ai giovani un'istruzione che li mette in grando di comprendere pienamente le idee del loro tempo. E' compito di tutti noi assicurarci che la società che lasceremo ai posteri sia una comunità che sa amministrare e sviluppare il nostro condiviso patrimonio scientifico. La matematica (la scienza, ndt), infatti, è una delle attività caratteristiche dell'uomo, un'attività che ci rende pienamente umani e che, nel far questo, ci porta a trascendere noi stessi.


Donal O'Shea, La congettura di Poincaré




Science et société

Les mathématiques (la science, ndt) nous rappellent combien nous dépendons tous les uns des autres, et des intuitions et de l'imagination de ceux qui nous ont précédé, et de ceux qui constituent les institutions sociales et culturelles, les écoles et les universités, qui fournissent aux jeunes une instruction qui les rend capable de comprendre en profondeur les idées de leur temps. C'est notre tache de nous assurer que la société que nous allons laisser à nos descendants soit une communauté capable d'administrer et développer notre commun patrimoine scientifique. Les mathématiques (la science, ndt), en fait, sont parmi les activité les plus caractéristiques des hommes, une activité qui nous rend pleinement humain et qui, cela faisant, nous emmène à transcender nous même.



Donal O'Shea, La conjecture de Poincaré

Postato da: lanuovaeuropa a 00:37 | link | commenti
cultura, istruzione, futuro, università, accademia

mercoledì, 23 gennaio 2008

Sottoscrizione di un appello sui fatti avvenuti in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma




Sul sito dell'Osservatorio della Ricerca, è possibile sottoscrivere un appello sui fatti che hanno coinvolto in questi giorni la Sapienza di Roma. L'appello è rivolto, cito, "al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell’ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni."

Si vuole con ciò stigmatizzare la gogna mediatica cui sono stati ingiustamente sottoposti i docenti universitari in nome della presunta tolleranza delle opinioni altrui.

Sul sito è possibile trovare oltre all'appello, un'attenta descrizione e lettura di quanto avvenuto, con commenti da parte di Giorgio Parisi, Pietro Greco e Stefano Rodotà.

Riporto inoltre, di seguito, alcune brevi dichiarazioni rese ad un TG nazionale domenica 20 gennaio da una parte di quei politici che hanno preso parte in Piazza San Pietro all'Angelus del Papa. Permettono di avere una percezione della mistificazione operata, anche grazie ai mezzi di informazione, e del messaggio trasmesso al pubblico televisivo, in gran parte senza alcun contraddittorio.

Alla domanda: "Perché lei è oggi presente qui in Piazza San Pietro?", hanno così risposto:

On. P. Casini, UDC: "Per affermare il valore della libertà e dell'identità cristiana dell'Italia e soprattutto un grande affetto al Santo Padre."

On. F. Cicchitto, Forza Italia: "Da laico per manifestare solidarietà al pontefice che da laici illiberali è stato contestato e gli è stato impedito di parlare all'Università di Roma."

On. A. Rochi, Alleanza Nazionale: "Per testimoniare una grande solidarietà umana al Santo Padre. Per cercare insieme di lavare quell'affronto, quell'offesa che è stata fatta da una cultura di sinistra vetero-marxista nei confronti del Santo Padre."

On. D. Santanché, La Destra: "Dal Papa una grande lezione di umiltà."

On C. Mastella, UDEUR: "Chiediamo scusa per quegli imbecilli che non hanno consentito questo."

On. M. Borghezio, Lega Nord: "Non è una presenza politica  e un significato metapolitico può sicuramente averla questa grande risposta popolare."

Naturalmente nessun cenno a quanto realmente accaduto. Parafrasando Marco Travaglio, potremmo dire che i fatti sono scomparsi per non disturbare le opinioni.

Postato da: lanuovaeuropa a 23:44 | link | commenti
italia, politica, università, accademia, laicità

domenica, 20 gennaio 2008

LA CRUSCA per voi (2)

Pubblichiamo il secondo intervento del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini.


[pubbl. in “La Crusca per voi”, num. 35, ottobre (ma dicembre) 2007, pp. 1-3]

 

BISOGNO D’ITALIANO NELLE UNIVERSITÀ

LETTERA APERTA AI MINISTRI DELL’UNIVERSITÀ E DELL’ISTRUZIONE



I fatti che hanno sollecitato questo nostro intervento non si riconducono a iniziative dei due membri dell’attuale Governo, perché si sono generati spontaneamente da tempo nell’ambito dell’autonomia universitaria, ma la loro incidenza sui processi di formazione linguistica, culturale e professionale delle nuove generazioni è tale da non permettere più che la prassi in questione sia lasciata andare avanti tra l’indifferenza e l’accondiscendenza di tutti noi: cioè, senza che tale prassi entri apertamente in un quadro di valutazioni complessive sulla politica linguistica ed educativa del nostro Paese. Si spera che questa doppia aggettivazione di una linea politica non sorprenda nessuno, e cioè che tutti gli interessati a questo discorso si rendano conto che nella formazione intellettuale dei giovani i fattori linguistici hanno un ruolo decisivo, e tengano ben presente che le lingue non sono un puro mezzo neutro che permette il passaggio d’informazioni: semplici pulsanti di diverso colore, da premere a scelta per attivare l’uno o l’altro circuito nel motore della mente. La verifica di questi principi è affidata, questa volta, proprio agli argomenti concreti che emergono dal caso in esame.

Postato da: lanuovaeuropa a 16:13 | link | commenti
cultura, italia, europa, istruzione, lingue, università, accademia, crusca

giovedì, 10 gennaio 2008

LA CRUSCA per voi


Ho il grande piacere e l'onore di poter pubblicare alcuni interventi del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini, e relativi al ruolo ed all'importanza del multilinguismo nell'attuale Europa unita.

Voglio ringraziare sentitamente il Professor Francesco Sabatini per il consenso accordatomi ed il dottor Paolo Belardinelli dell'ufficio stampa dell'Accademia della Crusca che ha reso possibile ciò.



[Il testo seguente, pubblicato in “La Crusca per voi”, num. 34 dell’aprile 2007, riproduce il discorso di apertura della cerimonia che ha accompagnato l’intitolazione del grande spazio antistante alla sede dell’Accademia come “Piazza delle Lingue d’Europa”, per segnare l’inizio di un programma di incontri e manifestazioni che in seguito si terranno, nell’Accademia e in altre sedi, all’insegna del Progetto “Firenze, Piazza delle Lingue d’Europa”. La cerimonia si è svolta il 3 luglio del 2007 nell’ambito di due giornate di incontri internazionali.]




IL PATRIMONIO LINGUISTICO COMUNE DEI POPOLI D'EUROPA



Autorità della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, Colleghe e Colleghi delle Accademie e della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, Rappresentante italiano dell’UNESCO, Magnifici Rettori delle Università, Autorità della Città e della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, Rappresentanti del Governo e delle Direzioni Generali dei nostri Ministeri, illustri Relatori e studiosi ospiti venuti da varie parti d’Italia e d’Europa, l’Accademia della Crusca vi porge il più caloroso benvenuto e vi esprime profonda gratitudine per la vostra presenza e per il consenso già dichiarato a questa iniziativa.


La nostra Accademia raccoglie oggi ancora uno dei frutti del seme posto dai suoi fondatori oltre 400 anni fa. Subito dopo la sua fondazione, come prima Accademia linguistica del nostro continente, essa accolse nel suo seno studiosi di altri Paesi, soprattutto della Germania (ben tre se ne contano entro l’anno 1600) e poi di Spagna, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Svezia e, fuori d’Europa, del Brasile. Attraverso questi legami, gli Accademici della Crusca, che nel 1612 avevano già pubblicato il loro Vocabolario, primo grande vocabolario di una lingua moderna, proiettarono in Europa il loro modello di lessicografia e ispirarono via via opere simili in Francia, Spagna, Portogallo e, a maggior distanza di tempo, in Inghilterra e in Germania.

Postato da: lanuovaeuropa a 17:07 | link | commenti
europa, accademia, crusca, multilinguismo, denazionalizzazione