"Nous ne coalisons pas des Etats, nous unissons des hommes." Jean Monnet

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Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia

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sabato, 02 febbraio 2008

Storie dell’altro mondo

 

 

Provate ad immaginare un Paese in Europa.

Un Paese in cui la legge autorizzi esplicitamente un Membro del Parlamento ad assumere tra i propri collaboratori una persona di famiglia.

Un Paese in cui ciò sia una pratica ricorrente e regolamentata.

Provate ad immaginare un  Paese in cui, in seguito ad indagine, si scopra che uno di tali  collaboratori familiari sia pagato qualche migliaio di euro per alcuni incarichi, mentre risulta studente a tempo pieno.

Un Paese in cui tutto ciò apra un dibattito ai massimi livelli istituzionali sulla trasparenza ed il rispetto delle regole che un parlamentare, ancor più di un cittadino qualsiasi, deve dimostare, soprattutto per ciò che riguarda l’uso che egli fa del denaro pubblico e quindi di tutti.

Un Paese in cui l’opinione pubblica ritenga che la sua pratica non si addica ad un rappresentante del Popolo, e che il suddetto parlamentare non sia degno delle funzioni per cui è stato eletto.

Un Paese in cui il suddetto parlamentare si scusi dinanzi alla Nazione, promettendo di non ripresentarsi alle prossime elezioni.

Immaginate un Paese dove tale Membro del Parlamento sia espulso dal proprio partito per una condotta non consona all’Istituzione che egli rappresenta.

Immaginate un Paese dove la maggioranza dei parlamentari, non importa di quale schieramento, voti per la sospensione parziale del “malfattore”, obbligandolo a restituire la somma sottratta irregolarmente alle finanze pubbliche.

Provate ad immaginare.

 

Di siffatti Paesi europei ne esistono molti. 

 

 

PS: Per chiunque sia interessato, si possono trovare informazioni sul Paese e su quanto accaduto a questo link.

Postato da: lanuovaeuropa a 20:00 | link | commenti
politica, esteri, europa, dignità, assunzioni

mercoledì, 09 gennaio 2008

Piccola proposta per l'assunzione di nuovi ricercatori nelle università italiane.


L'attuale struttura degli istituti di ricerca italiani ed in particolare delle università permette, a mio avviso, di poter parlare di vera e propria chiusura stagna nei confronti di qualsiasi elemento esterno. Voglio intendere con ciò che la possibilità che ricercatori, che abbiano svolto una parte dei loro studi e del loro lavoro di ricerca in un istituto terzo, sia esso in Italia o all'estero, possano poi essere assunti è molto bassa. Si assiste a casi in cui studenti diventino poi ricercatori senza aver mai messo i piedi fuori dal loro istituto; senza mai essere usciti fuori a confrontarsi con modi di pensare e lavorare differenti.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:34 | link | commenti
italia, europa, futuro, ricerca, università, assunzioni, dottorato, impoverimento, baroni