"Nous ne coalisons pas des Etats, nous unissons des hommes." Jean Monnet

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Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia

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domenica, 20 gennaio 2008

LA CRUSCA per voi (2)

Pubblichiamo il secondo intervento del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini.


[pubbl. in “La Crusca per voi”, num. 35, ottobre (ma dicembre) 2007, pp. 1-3]

 

BISOGNO D’ITALIANO NELLE UNIVERSITÀ

LETTERA APERTA AI MINISTRI DELL’UNIVERSITÀ E DELL’ISTRUZIONE



I fatti che hanno sollecitato questo nostro intervento non si riconducono a iniziative dei due membri dell’attuale Governo, perché si sono generati spontaneamente da tempo nell’ambito dell’autonomia universitaria, ma la loro incidenza sui processi di formazione linguistica, culturale e professionale delle nuove generazioni è tale da non permettere più che la prassi in questione sia lasciata andare avanti tra l’indifferenza e l’accondiscendenza di tutti noi: cioè, senza che tale prassi entri apertamente in un quadro di valutazioni complessive sulla politica linguistica ed educativa del nostro Paese. Si spera che questa doppia aggettivazione di una linea politica non sorprenda nessuno, e cioè che tutti gli interessati a questo discorso si rendano conto che nella formazione intellettuale dei giovani i fattori linguistici hanno un ruolo decisivo, e tengano ben presente che le lingue non sono un puro mezzo neutro che permette il passaggio d’informazioni: semplici pulsanti di diverso colore, da premere a scelta per attivare l’uno o l’altro circuito nel motore della mente. La verifica di questi principi è affidata, questa volta, proprio agli argomenti concreti che emergono dal caso in esame.

Postato da: lanuovaeuropa a 16:13 | link | commenti
cultura, italia, europa, istruzione, lingue, università, accademia, crusca

giovedì, 10 gennaio 2008

LA CRUSCA per voi


Ho il grande piacere e l'onore di poter pubblicare alcuni interventi del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini, e relativi al ruolo ed all'importanza del multilinguismo nell'attuale Europa unita.

Voglio ringraziare sentitamente il Professor Francesco Sabatini per il consenso accordatomi ed il dottor Paolo Belardinelli dell'ufficio stampa dell'Accademia della Crusca che ha reso possibile ciò.



[Il testo seguente, pubblicato in “La Crusca per voi”, num. 34 dell’aprile 2007, riproduce il discorso di apertura della cerimonia che ha accompagnato l’intitolazione del grande spazio antistante alla sede dell’Accademia come “Piazza delle Lingue d’Europa”, per segnare l’inizio di un programma di incontri e manifestazioni che in seguito si terranno, nell’Accademia e in altre sedi, all’insegna del Progetto “Firenze, Piazza delle Lingue d’Europa”. La cerimonia si è svolta il 3 luglio del 2007 nell’ambito di due giornate di incontri internazionali.]




IL PATRIMONIO LINGUISTICO COMUNE DEI POPOLI D'EUROPA



Autorità della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, Colleghe e Colleghi delle Accademie e della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, Rappresentante italiano dell’UNESCO, Magnifici Rettori delle Università, Autorità della Città e della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, Rappresentanti del Governo e delle Direzioni Generali dei nostri Ministeri, illustri Relatori e studiosi ospiti venuti da varie parti d’Italia e d’Europa, l’Accademia della Crusca vi porge il più caloroso benvenuto e vi esprime profonda gratitudine per la vostra presenza e per il consenso già dichiarato a questa iniziativa.


La nostra Accademia raccoglie oggi ancora uno dei frutti del seme posto dai suoi fondatori oltre 400 anni fa. Subito dopo la sua fondazione, come prima Accademia linguistica del nostro continente, essa accolse nel suo seno studiosi di altri Paesi, soprattutto della Germania (ben tre se ne contano entro l’anno 1600) e poi di Spagna, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Svezia e, fuori d’Europa, del Brasile. Attraverso questi legami, gli Accademici della Crusca, che nel 1612 avevano già pubblicato il loro Vocabolario, primo grande vocabolario di una lingua moderna, proiettarono in Europa il loro modello di lessicografia e ispirarono via via opere simili in Francia, Spagna, Portogallo e, a maggior distanza di tempo, in Inghilterra e in Germania.

Postato da: lanuovaeuropa a 17:07 | link | commenti
europa, accademia, crusca, multilinguismo, denazionalizzazione