
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia
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2008
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Dubbi, incertezze? Leggi Marcello
Oggi è davvero uno di quei giorni in cui ti riconcili con il mondo. In fondo, basta poco.
Torni a casa dopo una dura giornata di lavoro, durante la quale non hai fatto altro che sgobbare come un matto per guadagnarti la pagnotta, anche se qui da me le pagnotte non sono proprio un granché; con il morale sotto i piedi, accendi il computer e ti chiedi cos'altro sia mai successo durante questa eccitante campagna elettorale; accedi alla home page, e come di consueto, leggendo, cominci a pensare che nulla sia accaduto. Ma poi d'improvviso, mentre scorri la pagina, ecco un bagliore che vien fuori dallo schermo e la tua attenzione è catturata, rapita, avvolta e stravolta dalle magnifiche ed altisonanti parole di Marcello Dell'Utri riportate in un lungo articolo sul Corriere della Sera.
Esiti nella scelta della compagine elettorale cui concedere il tuo voto, perché nessuna tra le tante si è battuta fortemente affinché, per legge, i libri di storia scolastici siano riscritti integralmente? Nelle sue parole trovi la luce. Ed allora, finiamola una volte per tutte con questa retorica sulla Resistenza. Non vorremmo mica arrivare a fare come in Francia dove il presidente della Repubblica, noto comunista, ha chiesto che si leggesse nelle scuole la lettera del partigiano Guy Môquet.
Esiti nel concedere il tuo voto per l'elezione del Parlamento di un Paese che oramai non riconosce più i propri eroi? Nelle sue parole trovi la luce. Ed allora, non più commemorazioni delle stragi di Capaci e via D'Amelio, ma il riconoscimento con tutti gli onori dell'eroico stalliere di Arcore: Vittorio Mangano.
Esiti nel concedere il tuo voto ad una delle possibili coalizioni, per timore che possa farsi strada l'idea che, in fondo, bisogna correre e concorrere con regole scritte uguali per tutti? Nelle sue parole trovi la risposta. Cito testualmente: “...Il successo non è risparmiato né perdonato a nessuno, neanche a Moggi ”.
Allora, cosa aspetti. Domenica 13 e lunedì 14 aprile, se un qualsiasi dubbio dovesse mai assalirti, se l'idea di non votare dovesse intrufolarsi tra i tuoi pensieri, rileggi quelle meravigliose parole, e corri, precipitati nella cabina elettorale, e lì, compi il tuo dovere di elettore, ringraziando il caro Marcello per il servizio che ti ha reso.
Prima che me ne dimentichi, lo faccio anch'io: “ Caro Marcello, voglio ringraziarti sentitamente per tutto il bene che le tue parole mi hanno fatto, e soprattutto per aver finalmente cancellato ogni mio più piccolo dubbio riguardante la scelta elettorale. “
Per favore, lottate contro la mafia.
Rileggevo l'intervista rilasciata da Roberto Saviano il 13 marzo al Corriere della Sera, in cui lo scrittore denuncia il silenzio della politica sulla questione mafiosa durante la campagna elettorale, elencando, tra le altre cose, tutte le avance da lui ricevute ad opera dei vari partiti politici allo scopo di riuscire ad averlo nelle proprie liste. Esempio fulgido di una politica in cui l'apparire, o meglio, il mostrare candidati facilmente riconoscibili dal pubblico elettore, è più importante dell'essere, ovvero del presentarsi dinanzi al suddetto elettorato con un solido impianto culturale che permetta davvero di supportare personalità di spicco nei campi più disparati, ed affrontare, quindi, la risoluzione di alcuni problemi.
Certo, la campagna elettorale rappresenta il momento di massimo marketing politico, in cui l'importante è riuscire a sedurre l'elettore, lasciandogli immaginare con pochi e semplici input quale meraviglioso Paese potrebbe venir fuori dalle urne se solo si decidesse ad affidare il proprio voto al politico di turno.
Ed allora, ad esempio, nella seppur grave situazione in cui l'economia, non soltanto italiana, ma mondiale giace, bisogna a tutti i costi rassicurarlo. Rassicurarlo con proposte che almeno sulla carta non costino niente, che non richiedano alcuno sforzo, che non presuppongano un lavoro personale da parte del cittadino. In altre parole, bisogna rassicurarlo con proposte che siano “elettoralmente commerciabili”, per usare le parole di Piero Ostellino apparse in un editoriale del giorno dopo.
Ecco, la lotta alla mafia non è un prodotto elettoralmente commerciabile, ma anzi, ne rappresenta l'antitesi. Per questo non se ne parla.
Grazie, Presidente Berlusconi
Questa sera, tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, con mille problemi e domande che mi gironzolavano nella testa, con le orecchie infreddolite dal vento che spira gelido in queste giornate, insomma, con il morale sotto le scarpe, apro la porta e trovo una lettera portante l'alquanto misteriosa dicitura “Invio riservato cittadini italiani iscritti A.I.R.E.”.
Poiché le elezioni sono vicine, ero convinto si trattasse delle indicazioni per il voto degli Italiani residenti all'estero; indicazioni inviate, magari, direttamente dal consolato.
Come sono stato sciocco. E come è stata grande la gioia per aver scoperto il reale contenuto della missiva. Si, perché dentro la busta, vi era molto ma molto di più.
Vi era la conferma che Silvio Berlusconi, il nostro caro Presidente, conoscesse personalmente il mio indirizzo, e che fosse riuscito a trovare il tempo per inviarmi un'accorata lettera per indurmi a sostenere il suo progetto e votare quindi per “Il Popolo della Libertà”.
Nel seguito riporto il testo integrale della lettera, perché tutti possano condividere la mia gioia ed il mio stesso entusiasmo.