
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia
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2008
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Grazie, Presidente Berlusconi
Questa sera, tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, con mille problemi e domande che mi gironzolavano nella testa, con le orecchie infreddolite dal vento che spira gelido in queste giornate, insomma, con il morale sotto le scarpe, apro la porta e trovo una lettera portante l'alquanto misteriosa dicitura “Invio riservato cittadini italiani iscritti A.I.R.E.”.
Poiché le elezioni sono vicine, ero convinto si trattasse delle indicazioni per il voto degli Italiani residenti all'estero; indicazioni inviate, magari, direttamente dal consolato.
Come sono stato sciocco. E come è stata grande la gioia per aver scoperto il reale contenuto della missiva. Si, perché dentro la busta, vi era molto ma molto di più.
Vi era la conferma che Silvio Berlusconi, il nostro caro Presidente, conoscesse personalmente il mio indirizzo, e che fosse riuscito a trovare il tempo per inviarmi un'accorata lettera per indurmi a sostenere il suo progetto e votare quindi per “Il Popolo della Libertà”.
Nel seguito riporto il testo integrale della lettera, perché tutti possano condividere la mia gioia ed il mio stesso entusiasmo.
Ma dov'è finita l'Europa?
In tutto questo gran parlare di riforme fiscali, innalzamento dei salari, sviluppo sostenibile, e tutto quanto riportato nei programmi dei diversi partiti che si presenteranno alle prossime elezioni politiche di aprile, mi sembra che un tema manchi in modo assordante all'appello. Dov'è finita l'Europa? Che fine ha fatto nei discorsi delle diverse forze politiche? Esiste ancora l'Unione Europea di cui siamo uno dei Paesi fondatori?
Ad ascoltare le dichiarazioni riportate giorno dopo giorno dai mezzi di informazione, leggendo i discorsi pronunciati in varie occasioni, si ha l'impressione che l'Italia sia un'isola circondata da un grande oceano che impedisce ogni scambio. Si odono riferimenti agli altri Paesi soltanto quando si tratta di paragonare la crescita prevista del PIL, per dire quindi che la Spagna crescerà più dell'Italia, oppure che è stata inaugurata sempre in Spagna la linea ferroviaria rapida Madrid-Barcellona. Ma la riflessione, si ferma lì, senza mai entrare nel merito, e senza mai che si giunga ad apportare al dibattito italiano alcun elemento a mio avviso costruttivo. L'Europa esiste in questo momento nel discorso politico soltanto come pietra angolare per poter giudicare quanto è fatto negli altri Paesi, senza che si cerchi di comprendere perché ciò avviene negli altri Stati e non da noi. Proprio ciò che permetterebbe invece una comparazione costruttiva, introducendo nei discorsi elementi di novità rispetto a temi che possono anche toccare da vicino le vite dei cittadini. Insomma, guardare gli altri per cercare di arricchirci. Credo che in questo modo, ci si potrebbe convincere come molti problemi non dipendano dall'inadeguatezza delle Istituzioni Repubblicane, ma da qualcosa di molto più profondo che riguarda il Popolo italiano, la sua cultura, la condivisione di valori comuni (come abbiamo già scritto qui). Ma l'esclusione di tali temi dal dibattito elettorale comporta delle perdite, e quindi un impoverimento generale, a mio modo ancor più preoccupanti.
Storie dell’altro mondo
Provate ad immaginare un Paese in Europa.
Un Paese in cui la legge autorizzi esplicitamente un Membro del Parlamento ad assumere tra i propri collaboratori una persona di famiglia.
Un Paese in cui ciò sia una pratica ricorrente e regolamentata.
Provate ad immaginare un Paese in cui, in seguito ad indagine, si scopra che uno di tali collaboratori familiari sia pagato qualche migliaio di euro per alcuni incarichi, mentre risulta studente a tempo pieno.
Un Paese in cui tutto ciò apra un dibattito ai massimi livelli istituzionali sulla trasparenza ed il rispetto delle regole che un parlamentare, ancor più di un cittadino qualsiasi, deve dimostare, soprattutto per ciò che riguarda l’uso che egli fa del denaro pubblico e quindi di tutti.
Un Paese in cui l’opinione pubblica ritenga che la sua pratica non si addica ad un rappresentante del Popolo, e che il suddetto parlamentare non sia degno delle funzioni per cui è stato eletto.
Un Paese in cui il suddetto parlamentare si scusi dinanzi alla Nazione, promettendo di non ripresentarsi alle prossime elezioni.
Immaginate un Paese dove tale Membro del Parlamento sia espulso dal proprio partito per una condotta non consona all’Istituzione che egli rappresenta.
Immaginate un Paese dove la maggioranza dei parlamentari, non importa di quale schieramento, voti per la sospensione parziale del “malfattore”, obbligandolo a restituire la somma sottratta irregolarmente alle finanze pubbliche.
Provate ad immaginare.
Di siffatti Paesi europei ne esistono molti.
PS: Per chiunque sia interessato, si possono trovare informazioni sul Paese e su quanto accaduto a questo link.
Mais que se passe-t-il en France en ce moment?
J'ai énormément du mal en ce moment à comprendre la France, mais surtout il me fait mal de voir ce qu'on peut voir et mal d'entendre ce qu'on peut entendre tous les jours ou presque dans le journaux télés, par exemples.
Depuis que Sarkozy a été élu, la presse et les dépeches '' people'' se sont emparées, j'ai l'impression, d'une bonne partie des moyens de communications. Non que les magazines dits ''people'' n'existaient pas avant, bien au contraire. Des tas d'étagères chez les marchands de presse ont toujours été recouvertes pas des tels magazines, que j'imagine donc être beaucoup demandés par les clients. Mais le fait que désormais depuis son élection, jour ne passe sans que la télé nous informe sur les péripéties amoureuses des son président, ou des livres qui viennent de sortir concernant son ex-épouse; le fait qu'elles deviennent arguments de conversation aussi importants que les licenciements, ou le dernier projet de loi présenté par Mme Dati, juste pour faire un exemple, au point d'être débattue à la télé me prend franchement au dépourvu.