"Nous ne coalisons pas des Etats, nous unissons des hommes." Jean Monnet

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Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia

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mercoledì, 19 marzo 2008

Grazie, Presidente Berlusconi



Questa sera, tornando a casa dopo una dura giornata di lavoro, con mille problemi e domande che mi gironzolavano nella testa, con le orecchie infreddolite dal vento che spira gelido in queste giornate, insomma, con il morale sotto le scarpe, apro la porta e trovo una lettera portante l'alquanto misteriosa dicitura “Invio riservato cittadini italiani iscritti A.I.R.E.”.

Poiché le elezioni sono vicine, ero convinto si trattasse delle indicazioni per il voto degli Italiani residenti all'estero; indicazioni inviate, magari, direttamente dal consolato.

Come sono stato sciocco. E come è stata grande la gioia per aver scoperto il reale contenuto della missiva. Si, perché dentro la busta, vi era molto ma molto di più.

Vi era la conferma che Silvio Berlusconi, il nostro caro Presidente, conoscesse personalmente il mio indirizzo, e che fosse riuscito a trovare il tempo per inviarmi un'accorata lettera per indurmi a sostenere il suo progetto e votare quindi per “Il Popolo della Libertà”.

Nel seguito riporto il testo integrale della lettera, perché tutti possano condividere la mia gioia ed il mio stesso entusiasmo.

Postato da: lanuovaeuropa a 00:11 | link | commenti (8)
politica, esteri, europa, elezioni 2008

giovedì, 28 febbraio 2008

Ma dov'è finita l'Europa?



In tutto questo gran parlare di riforme fiscali, innalzamento dei salari, sviluppo sostenibile, e tutto quanto riportato nei programmi dei diversi partiti che si presenteranno alle prossime elezioni politiche di aprile, mi sembra che un tema manchi in modo assordante all'appello. Dov'è finita l'Europa? Che fine ha fatto nei discorsi delle diverse forze politiche? Esiste ancora l'Unione Europea di cui siamo uno dei Paesi fondatori?

Ad ascoltare le dichiarazioni riportate giorno dopo giorno dai mezzi di informazione, leggendo i discorsi pronunciati in varie occasioni, si ha l'impressione che l'Italia sia un'isola circondata da un grande oceano che impedisce ogni scambio. Si odono riferimenti agli altri Paesi soltanto quando si tratta di paragonare la crescita prevista del PIL, per dire quindi che la Spagna crescerà più dell'Italia, oppure che è stata inaugurata sempre in Spagna la linea ferroviaria rapida Madrid-Barcellona. Ma la riflessione, si ferma lì, senza mai entrare nel merito, e senza mai che si giunga ad apportare al dibattito italiano alcun elemento a mio avviso costruttivo. L'Europa esiste in questo momento nel discorso politico soltanto come pietra angolare per poter giudicare quanto è fatto negli altri Paesi, senza che si cerchi di comprendere perché ciò avviene negli altri Stati e non da noi. Proprio ciò che permetterebbe invece una comparazione costruttiva, introducendo nei discorsi elementi di novità rispetto a temi che possono anche toccare da vicino le vite dei cittadini. Insomma, guardare gli altri per cercare di arricchirci. Credo che in questo modo, ci si potrebbe convincere come molti problemi non dipendano dall'inadeguatezza delle Istituzioni Repubblicane, ma da qualcosa di molto più profondo che riguarda il Popolo italiano, la sua cultura, la condivisione di valori comuni (come abbiamo già scritto qui). Ma l'esclusione di tali temi dal dibattito elettorale comporta delle perdite, e quindi un impoverimento generale, a mio modo ancor più preoccupanti.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:04 | link | commenti
cultura, italia, esteri, europa, futuro, ricerca, unione, sarkozy, trattato, 2008

sabato, 02 febbraio 2008

Storie dell’altro mondo

 

 

Provate ad immaginare un Paese in Europa.

Un Paese in cui la legge autorizzi esplicitamente un Membro del Parlamento ad assumere tra i propri collaboratori una persona di famiglia.

Un Paese in cui ciò sia una pratica ricorrente e regolamentata.

Provate ad immaginare un  Paese in cui, in seguito ad indagine, si scopra che uno di tali  collaboratori familiari sia pagato qualche migliaio di euro per alcuni incarichi, mentre risulta studente a tempo pieno.

Un Paese in cui tutto ciò apra un dibattito ai massimi livelli istituzionali sulla trasparenza ed il rispetto delle regole che un parlamentare, ancor più di un cittadino qualsiasi, deve dimostare, soprattutto per ciò che riguarda l’uso che egli fa del denaro pubblico e quindi di tutti.

Un Paese in cui l’opinione pubblica ritenga che la sua pratica non si addica ad un rappresentante del Popolo, e che il suddetto parlamentare non sia degno delle funzioni per cui è stato eletto.

Un Paese in cui il suddetto parlamentare si scusi dinanzi alla Nazione, promettendo di non ripresentarsi alle prossime elezioni.

Immaginate un Paese dove tale Membro del Parlamento sia espulso dal proprio partito per una condotta non consona all’Istituzione che egli rappresenta.

Immaginate un Paese dove la maggioranza dei parlamentari, non importa di quale schieramento, voti per la sospensione parziale del “malfattore”, obbligandolo a restituire la somma sottratta irregolarmente alle finanze pubbliche.

Provate ad immaginare.

 

Di siffatti Paesi europei ne esistono molti. 

 

 

PS: Per chiunque sia interessato, si possono trovare informazioni sul Paese e su quanto accaduto a questo link.

Postato da: lanuovaeuropa a 20:00 | link | commenti
politica, esteri, europa, dignità, assunzioni

domenica, 20 gennaio 2008

LA CRUSCA per voi (2)

Pubblichiamo il secondo intervento del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini.


[pubbl. in “La Crusca per voi”, num. 35, ottobre (ma dicembre) 2007, pp. 1-3]

 

BISOGNO D’ITALIANO NELLE UNIVERSITÀ

LETTERA APERTA AI MINISTRI DELL’UNIVERSITÀ E DELL’ISTRUZIONE



I fatti che hanno sollecitato questo nostro intervento non si riconducono a iniziative dei due membri dell’attuale Governo, perché si sono generati spontaneamente da tempo nell’ambito dell’autonomia universitaria, ma la loro incidenza sui processi di formazione linguistica, culturale e professionale delle nuove generazioni è tale da non permettere più che la prassi in questione sia lasciata andare avanti tra l’indifferenza e l’accondiscendenza di tutti noi: cioè, senza che tale prassi entri apertamente in un quadro di valutazioni complessive sulla politica linguistica ed educativa del nostro Paese. Si spera che questa doppia aggettivazione di una linea politica non sorprenda nessuno, e cioè che tutti gli interessati a questo discorso si rendano conto che nella formazione intellettuale dei giovani i fattori linguistici hanno un ruolo decisivo, e tengano ben presente che le lingue non sono un puro mezzo neutro che permette il passaggio d’informazioni: semplici pulsanti di diverso colore, da premere a scelta per attivare l’uno o l’altro circuito nel motore della mente. La verifica di questi principi è affidata, questa volta, proprio agli argomenti concreti che emergono dal caso in esame.

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cultura, italia, europa, istruzione, lingue, università, accademia, crusca

giovedì, 10 gennaio 2008

LA CRUSCA per voi


Ho il grande piacere e l'onore di poter pubblicare alcuni interventi del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini, e relativi al ruolo ed all'importanza del multilinguismo nell'attuale Europa unita.

Voglio ringraziare sentitamente il Professor Francesco Sabatini per il consenso accordatomi ed il dottor Paolo Belardinelli dell'ufficio stampa dell'Accademia della Crusca che ha reso possibile ciò.



[Il testo seguente, pubblicato in “La Crusca per voi”, num. 34 dell’aprile 2007, riproduce il discorso di apertura della cerimonia che ha accompagnato l’intitolazione del grande spazio antistante alla sede dell’Accademia come “Piazza delle Lingue d’Europa”, per segnare l’inizio di un programma di incontri e manifestazioni che in seguito si terranno, nell’Accademia e in altre sedi, all’insegna del Progetto “Firenze, Piazza delle Lingue d’Europa”. La cerimonia si è svolta il 3 luglio del 2007 nell’ambito di due giornate di incontri internazionali.]




IL PATRIMONIO LINGUISTICO COMUNE DEI POPOLI D'EUROPA



Autorità della Commissione Europea, del Parlamento Europeo e del Consiglio d’Europa, Colleghe e Colleghi delle Accademie e della Federazione Europea delle Istituzioni Linguistiche Nazionali, Rappresentante italiano dell’UNESCO, Magnifici Rettori delle Università, Autorità della Città e della Provincia di Firenze e della Regione Toscana, Rappresentanti del Governo e delle Direzioni Generali dei nostri Ministeri, illustri Relatori e studiosi ospiti venuti da varie parti d’Italia e d’Europa, l’Accademia della Crusca vi porge il più caloroso benvenuto e vi esprime profonda gratitudine per la vostra presenza e per il consenso già dichiarato a questa iniziativa.


La nostra Accademia raccoglie oggi ancora uno dei frutti del seme posto dai suoi fondatori oltre 400 anni fa. Subito dopo la sua fondazione, come prima Accademia linguistica del nostro continente, essa accolse nel suo seno studiosi di altri Paesi, soprattutto della Germania (ben tre se ne contano entro l’anno 1600) e poi di Spagna, Francia, Paesi Bassi, Danimarca, Polonia, Gran Bretagna, Austria, Svezia e, fuori d’Europa, del Brasile. Attraverso questi legami, gli Accademici della Crusca, che nel 1612 avevano già pubblicato il loro Vocabolario, primo grande vocabolario di una lingua moderna, proiettarono in Europa il loro modello di lessicografia e ispirarono via via opere simili in Francia, Spagna, Portogallo e, a maggior distanza di tempo, in Inghilterra e in Germania.

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europa, accademia, crusca, multilinguismo, denazionalizzazione

mercoledì, 09 gennaio 2008

Dignità del Paese o avvocati dell'ideologia?



L'articolo 52 della legge finanziaria 2008 appena licenziata dal Senato, recita, tra l'altro: “...Per incrementare l'assegno di dottorato di ricerca il fondo ordinario è aumentato di 40 milioni di euro l'anno dal 2008 al 2010. ”. Alcune prime stime provvisorie parlano di un possibile futuro stipendio per un dottorando di circa 1100-1200 euro mensili. Ovverosia, uno stipendio allineato a quanto pagato da altri grandi Paesi europei per i propri studenti.
L'emendamento è stato proposto dal professore Valditara, senatore nelle file di Alleanza Nazionale, ed è stato approvato contro il parere negativo del relatore di maggioranza, ma con i voti favorevoli di alcuni indipendenti, come Rossi, Turigliatto, Fisichella. E con il voto contrario, ma apparentemente “sofferto” di esponenti della maggioranza.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:50 | link | commenti (2)
italia, etica, politica, europa, , ricerca, dignità, responsabilità, finanziaria, dottorato, 2008, weber

Discorso del Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy dinanzi al Parlamento europeo



Strasburgo, martedì 13 novembre 2007

 

Signor Presidente del Parlamento europeo,

Signore Deputate, Signori Deputati,

Signor Presidente della Commissione,

Signore e Signori

Vi ringrazio di avermi invitato a prendere la parola dinanzi a voi, in questo luogo dove batte il cuore democratico dell'Europa.

Vi ringrazio di darmi l'occasione di farlo ora, nel momento in cui, dopo essere sembrata sul punto di vacillare, l'Europa si desta e riparte in avanti.

Vi ringrazio di permettermi di rinnovare dinanzi a voi l'impegno europeo della Francia e di dirvi che il “no” alla Costituzione europea non era, per il popolo francese, l'espressione di un rifiuto dell'Europa, ma la richiesta di maggiore attenzione nei suoi confronti.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:48 | link | commenti
politica, europa, francia, unione, commissione, parlamento, discorso, sarkozy

Spogliare una donna (e svilire la fotografia) per qualche euro in più



Queste mie brevi riflessioni hanno preso spunto dalla rubrica “Lettere al Direttore” curata da Vittorio Zucconi sul sito web del quotidiano La Repubblica. In particolare, la mia attenzione è stata destata dalla risposta ad un lettore che chiedeva come mai sul sito del quotidiano francese “Le Monde”, non vi fossero tante “belle donne discinte” come invece appaiono quotidianamente sul sito di Repubblica. La pronta risposta del direttore è stata che “forse i francesi preferiscono vedere le gambe del loro presidente mentre fa jogging”, aggiungendo, per terminare, che “chacun à son goût”. Imbattibile. Ma non è finita qui. Qualche tempo addietro, ad una lettera da parte di una lettrice che si rallegrava di poter sfogliare il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine senza incappare continuamente in donne poco vestite, seguì una risposta assai piccata in cui il giornale fu definito, più o meno, noioso per quel suo stile austero.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:45 | link | commenti
italia, donne, fotografia, europa, noia, germania, francia, corpo, dignità, mercificazione, quotidiani, responsabilità, veline, direttore, le monde, zucconi

Istruzione, cultura e politica


La cultura è l'unica cosa che possa rendere gli uomini davvero liberi.
Immaginare di intraprendere una qualsiasi riforma profonda della società italiana, credendo che sia sufficiente proporre ed approvare nuove leggi perché comportamenti virtuosi fioriscano e diventino la norma è puramente illusorio. Non faremo altro in questo modo che riempire le mensole di nuovi testi giuridici che con il passare del tempo si rivelerebbero per quello che sono: contenitori di sogni e molta polvere.
Immaginare, per citare un esempio, che una riduzione di qualche punto della pressione fiscale, possa generare un meccanismo che spinga tutti coloro che le tasse non le hanno mai pagate, o spesso evase, a divenire contribuenti modello, significa sottovalutare il problema, o addirittura volerlo ignorare coscientemente. Perché se è vero che esistono ambiti in cui una riforma legislativa potrebbe apportare benefici procedurali, con una conseguente semplificazione burocratica, la stessa cosa non potrà mai avvenire nella ricerca e nella ridefinizione di una nuova forma di convivenza civile, nella nascita in ciascuno di noi di una coscienza del ruolo che occupiamo nell'ambito di una collettività formata da una moltitudine di individui; ciascuno dei quali è portatore di esigenze ed interessi molteplici ma che devono avere come fine ultimo il benessere della società nel suo complesso.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:41 | link | commenti (3)
cultura, italia, politica, europa, istruzione, stato, kant

Alcune domande sull'Europa al futuro presidente della Repubblica francese.


La vittoria del candidato della destra gaullista alle presidenziali francesi ha rilanciato in molte capitali europee e tra numerosi cittadini il dibattito sui futuri passi che il processo di unificazione europeo dovrà o potrà compiere.
Ricordiamo che il suddetto processo aveva subito una forte battuta di arresto proprio in seguito alla bocciatura, dopo referendum popolare, del trattato per l'adozione di una Costituzione per l'Europa da parte del popolo francese e successivamente olandese. Non va però dimenticato che nel frattempo, il trattato è stato regolarmente ratificato da 18 Paesi sia attraverso la via parlamentare che referendaria.
Il silenzio seguito alla bocciatura del trattato credo abbia segnato uno dei passaggi tra i più tristi ed irresponsabili che il processo di unificazione abbia conosciuto. E' sembrato che il soffio vitale che aveva accompagnato la stesura del trattato, seppur avvenuta tra mille difficoltà, incomprensioni, compromessi, fosse non solo scomparso, ma che avesse strappato e portato via con se il desiderio di procedere sulla via dell'integrazione politica. Certo, l'adozione del Trattato costituiva la finalizzazione di quegli sforzi; eppure, si è avuta l'impressione che una qualche paura si fosse impadronita improvvisamente dei capi di Stato e di governo: il processo di unificazione politica è sembrato essere scomparso, almeno ufficialmente, dalle agende politiche dei vari incontri, soprattutto per ciò che riguardava le possibili soluzioni alternative.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:38 | link | commenti
europa, referendum, francia, costituzione, nazionalismo, sarkozy, trattato, identità nazionale

Déserteurs...aux urnes


Pour tous ceux qui théorisent le combat quotidien entre les gens, suite à leurs idées, leurs extraction sociale, la couleur de leur peau, leur religion;
pour ceux qui pensent qu'on puisse résoudre les problèmes des banlieues en n'utilisant que la police, pour les militariser;
pour ceux qui pensent que le but principale de la vie est de travailler forcement plus pour gagner plus d'argent, et que l'on ne puisse pas dédier du temps à la lecture d'un livre, à regarder le sourire des gens autour de nous;
pour ceux qui pensent que le mot croissance ne se décline désormais plus que pour l'économie, sans imaginer que seul une croissance culturelle pourra comporter une vrai renaissance sociale;
pour ceux qui sont fiers de réveiller le sentiment du nationalisme, en disant, au même temps, d'être pour une Europe politique unie;
pour ceux qui pensent que dire oui ou non ne dépend que de ce que la majorité des citoyens croit, sans avoir une vision capable d'aller au delà des intérêts de son propre Pays pour la construction de la commune Maison européenne;
pour ceux qui commémorent les morts de la Patrie, mais oublient la raison pour laquelle, eux, ils ont combattu.
Pour tous ceux qui s'imaginent déjà président de la République, qui se sentent des généraux prêts à partir pour une mission et qui choisissent leurs peuples en tant que soldats:


Monsieur le président
Je vous fais une lettre
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir
Monsieur le Président
Je ne veux pas la faire
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens
C'est pas pour vous fâcher
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m'en vais déserter
Depuis que je suis né
J'ai vu mourir mon père
J'ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants
Ma mère a tant souffert
Qu'elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers
Quand j'étais prisonnier
On m'a volé ma femme
On m'a volé mon âme
Et tout mon cher passé
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte
Au nez des années mortes
J'irai sur les chemins
Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et j'irai dire aux gens
Refusez d'obéir
Refusez de la faire
N'allez pas à la guerre
Refusez de partir
S'il faut donner son sang
Aller donner le vôtre
Vous êtes bon apôtre
Monsieur le président
Si vous me poursuivez
Prévenez vos gendarmes
Que je n'aurai pas d'armes
Et qu'ils pourront tirer

Boris Vian, 1954


Postato da: lanuovaeuropa a 18:36 | link | commenti
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Piccola proposta per l'assunzione di nuovi ricercatori nelle università italiane.


L'attuale struttura degli istituti di ricerca italiani ed in particolare delle università permette, a mio avviso, di poter parlare di vera e propria chiusura stagna nei confronti di qualsiasi elemento esterno. Voglio intendere con ciò che la possibilità che ricercatori, che abbiano svolto una parte dei loro studi e del loro lavoro di ricerca in un istituto terzo, sia esso in Italia o all'estero, possano poi essere assunti è molto bassa. Si assiste a casi in cui studenti diventino poi ricercatori senza aver mai messo i piedi fuori dal loro istituto; senza mai essere usciti fuori a confrontarsi con modi di pensare e lavorare differenti.

Postato da: lanuovaeuropa a 18:34 | link | commenti
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Sarkozy- Royal. Quale politica per la ricerca francese?


Di seguito, sono riportati i link per accedere ad una lunga intervista apparsa sulla rivista Nature ai candidati alle elezioni presidenziali francesi riguardante i possibili sviluppi futuri della ricerca francese in caso di elezione all'Eliseo.

Versione inglese:

www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s2.pdf

Versione francese:

www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s1.pdf



Sarkozy-Royal. Quelle politique pour la recherche française?


Ici, vous trouvez les liens à une longue interview, apparue sur le magazine Nature, aux candidats à la présidentielle française concernant les développements futures de la recherche française en cas d'élection à l'Elysée.

Version anglaise:

www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s2.pdf

Version française:

www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s1.pdf

Postato da: lanuovaeuropa a 18:27 | link | commenti
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