
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia
|
aLviseV in Dubbi, incertezze? L...
aLviseV in Il Flagello LaicoRip...
utente anonimo in Dubbi, incertezze? L...
utente anonimo in Dubbi, incertezze? L...
aLviseV in Grazie, Presidente B...
lanuovaeuropa in Il Flagello LaicoRip...
plesantville in Il Flagello LaicoRip...
lanuovaeuropa in Grazie, Presidente B...
aLviseV in Grazie, Presidente B...
lanuovaeuropa in Grazie, Presidente B...
accademia
assunzioni
baroni
boris
commissione
comunità cinese
corpo
costituzione
crusca
cultura
dellutri
denazionalizzazione
dignitÃ
direttore
discorso
donne
dottorato
ds
elettorale
elezioni 2008
esteri
etica
europa
europe
finanziaria
fotografia
france
francia
futuro
germania
identità nazionale
immigrati
immigrazione
impoverimento
integrazione
istruzione
italia
kant
laicitÃ
le monde
legge
lingue
lotta alla mafia
mafia
margherita
mercificazione
multilinguismo
nature
nazionalismo
noia
parlamento
partito democratico
poesia
politica
poème
poésie
presidentielle
programma
quotidiani
referendum
resistenza
responsabilitÃ
ricerca
rispetto
royal
sarkozy
stato
trattato
unione
universitÃ
valori
veline
vian
weber
zucconi
élections
2008
visitato *loading* volte
Discorso del Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy dinanzi al Parlamento europeo
Strasburgo, martedì 13 novembre 2007
Signor Presidente del Parlamento europeo,
Signore Deputate, Signori Deputati,
Signor Presidente della Commissione,
Signore e Signori
Vi ringrazio di avermi invitato a prendere la parola dinanzi a voi, in questo luogo dove batte il cuore democratico dell'Europa.
Vi ringrazio di darmi l'occasione di farlo ora, nel momento in cui, dopo essere sembrata sul punto di vacillare, l'Europa si desta e riparte in avanti.
Vi ringrazio di permettermi di rinnovare dinanzi a voi l'impegno europeo della Francia e di dirvi che il “no” alla Costituzione europea non era, per il popolo francese, l'espressione di un rifiuto dell'Europa, ma la richiesta di maggiore attenzione nei suoi confronti.
Spogliare una donna (e svilire la fotografia) per qualche euro in più
Queste mie brevi riflessioni hanno preso spunto dalla rubrica “Lettere al Direttore” curata da Vittorio Zucconi sul sito web del quotidiano La Repubblica. In particolare, la mia attenzione è stata destata dalla risposta ad un lettore che chiedeva come mai sul sito del quotidiano francese “Le Monde”, non vi fossero tante “belle donne discinte” come invece appaiono quotidianamente sul sito di Repubblica. La pronta risposta del direttore è stata che “forse i francesi preferiscono vedere le gambe del loro presidente mentre fa jogging”, aggiungendo, per terminare, che “chacun à son goût”. Imbattibile. Ma non è finita qui. Qualche tempo addietro, ad una lettera da parte di una lettrice che si rallegrava di poter sfogliare il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine senza incappare continuamente in donne poco vestite, seguì una risposta assai piccata in cui il giornale fu definito, più o meno, noioso per quel suo stile austero.
Alcune domande sull'Europa al futuro presidente della Repubblica francese.
La vittoria del candidato della destra gaullista alle presidenziali francesi ha rilanciato in molte capitali europee e tra numerosi cittadini il dibattito sui futuri passi che il processo di unificazione europeo dovrà o potrà compiere.
Ricordiamo che il suddetto processo aveva subito una forte battuta di arresto proprio in seguito alla bocciatura, dopo referendum popolare, del trattato per l'adozione di una Costituzione per l'Europa da parte del popolo francese e successivamente olandese. Non va però dimenticato che nel frattempo, il trattato è stato regolarmente ratificato da 18 Paesi sia attraverso la via parlamentare che referendaria.
Il silenzio seguito alla bocciatura del trattato credo abbia segnato uno dei passaggi tra i più tristi ed irresponsabili che il processo di unificazione abbia conosciuto. E' sembrato che il soffio vitale che aveva accompagnato la stesura del trattato, seppur avvenuta tra mille difficoltà, incomprensioni, compromessi, fosse non solo scomparso, ma che avesse strappato e portato via con se il desiderio di procedere sulla via dell'integrazione politica. Certo, l'adozione del Trattato costituiva la finalizzazione di quegli sforzi; eppure, si è avuta l'impressione che una qualche paura si fosse impadronita improvvisamente dei capi di Stato e di governo: il processo di unificazione politica è sembrato essere scomparso, almeno ufficialmente, dalle agende politiche dei vari incontri, soprattutto per ciò che riguardava le possibili soluzioni alternative.
Déserteurs...aux urnes
Pour tous ceux qui théorisent le combat quotidien entre les gens, suite à leurs idées, leurs extraction sociale, la couleur de leur peau, leur religion;
pour ceux qui pensent qu'on puisse résoudre les problèmes des banlieues en n'utilisant que la police, pour les militariser;
pour ceux qui pensent que le but principale de la vie est de travailler forcement plus pour gagner plus d'argent, et que l'on ne puisse pas dédier du temps à la lecture d'un livre, à regarder le sourire des gens autour de nous;
pour ceux qui pensent que le mot croissance ne se décline désormais plus que pour l'économie, sans imaginer que seul une croissance culturelle pourra comporter une vrai renaissance sociale;
pour ceux qui sont fiers de réveiller le sentiment du nationalisme, en disant, au même temps, d'être pour une Europe politique unie;
pour ceux qui pensent que dire oui ou non ne dépend que de ce que la majorité des citoyens croit, sans avoir une vision capable d'aller au delà des intérêts de son propre Pays pour la construction de la commune Maison européenne;
pour ceux qui commémorent les morts de la Patrie, mais oublient la raison pour laquelle, eux, ils ont combattu.
Pour tous ceux qui s'imaginent déjà président de la République, qui se sentent des généraux prêts à partir pour une mission et qui choisissent leurs peuples en tant que soldats:
Monsieur le président
Je vous fais une lettre
Que vous lirez peut-être
Si vous avez le temps
Je viens de recevoir
Mes papiers militaires
Pour partir à la guerre
Avant mercredi soir
Monsieur le Président
Je ne veux pas la faire
Je ne suis pas sur terre
Pour tuer des pauvres gens
C'est pas pour vous fâcher
Il faut que je vous dise
Ma décision est prise
Je m'en vais déserter
Depuis que je suis né
J'ai vu mourir mon père
J'ai vu partir mes frères
Et pleurer mes enfants
Ma mère a tant souffert
Qu'elle est dedans sa tombe
Et se moque des bombes
Et se moque des vers
Quand j'étais prisonnier
On m'a volé ma femme
On m'a volé mon âme
Et tout mon cher passé
Demain de bon matin
Je fermerai ma porte
Au nez des années mortes
J'irai sur les chemins
Je mendierai ma vie
Sur les routes de France
De Bretagne en Provence
Et j'irai dire aux gens
Refusez d'obéir
Refusez de la faire
N'allez pas à la guerre
Refusez de partir
S'il faut donner son sang
Aller donner le vôtre
Vous êtes bon apôtre
Monsieur le président
Si vous me poursuivez
Prévenez vos gendarmes
Que je n'aurai pas d'armes
Et qu'ils pourront tirer
Boris Vian, 1954
La présidentielle vue de l'Italie...ou mieux, par un italien heureusement exilé en Europe.
Me voilà, confortablement assis dans mon fauteuil, pas aussi confortable que ça à vrai dire, prêt à suivre cette course à l'Elysée. Je me regarde autour, je jette un dernier coup d'oeil à la carte de l'Europe qui trône dans mon studio et qui m'accompagne toujours dans mes rêves. Tout est prêt, l'arbitre siffle, le spectacle commence.