
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia
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Ma dov'è finita l'Europa?
In tutto questo gran parlare di riforme fiscali, innalzamento dei salari, sviluppo sostenibile, e tutto quanto riportato nei programmi dei diversi partiti che si presenteranno alle prossime elezioni politiche di aprile, mi sembra che un tema manchi in modo assordante all'appello. Dov'è finita l'Europa? Che fine ha fatto nei discorsi delle diverse forze politiche? Esiste ancora l'Unione Europea di cui siamo uno dei Paesi fondatori?
Ad ascoltare le dichiarazioni riportate giorno dopo giorno dai mezzi di informazione, leggendo i discorsi pronunciati in varie occasioni, si ha l'impressione che l'Italia sia un'isola circondata da un grande oceano che impedisce ogni scambio. Si odono riferimenti agli altri Paesi soltanto quando si tratta di paragonare la crescita prevista del PIL, per dire quindi che la Spagna crescerà più dell'Italia, oppure che è stata inaugurata sempre in Spagna la linea ferroviaria rapida Madrid-Barcellona. Ma la riflessione, si ferma lì, senza mai entrare nel merito, e senza mai che si giunga ad apportare al dibattito italiano alcun elemento a mio avviso costruttivo. L'Europa esiste in questo momento nel discorso politico soltanto come pietra angolare per poter giudicare quanto è fatto negli altri Paesi, senza che si cerchi di comprendere perché ciò avviene negli altri Stati e non da noi. Proprio ciò che permetterebbe invece una comparazione costruttiva, introducendo nei discorsi elementi di novità rispetto a temi che possono anche toccare da vicino le vite dei cittadini. Insomma, guardare gli altri per cercare di arricchirci. Credo che in questo modo, ci si potrebbe convincere come molti problemi non dipendano dall'inadeguatezza delle Istituzioni Repubblicane, ma da qualcosa di molto più profondo che riguarda il Popolo italiano, la sua cultura, la condivisione di valori comuni (come abbiamo già scritto qui). Ma l'esclusione di tali temi dal dibattito elettorale comporta delle perdite, e quindi un impoverimento generale, a mio modo ancor più preoccupanti.
Dignità del Paese o avvocati dell'ideologia?
L'articolo 52 della legge finanziaria 2008 appena licenziata dal Senato, recita, tra l'altro: “...Per incrementare l'assegno di dottorato di ricerca il fondo ordinario è aumentato di 40 milioni di euro l'anno dal 2008 al 2010. ”. Alcune prime stime provvisorie parlano di un possibile futuro stipendio per un dottorando di circa 1100-1200 euro mensili. Ovverosia, uno stipendio allineato a quanto pagato da altri grandi Paesi europei per i propri studenti.
L'emendamento è stato proposto dal professore Valditara, senatore nelle file di Alleanza Nazionale, ed è stato approvato contro il parere negativo del relatore di maggioranza, ma con i voti favorevoli di alcuni indipendenti, come Rossi, Turigliatto, Fisichella. E con il voto contrario, ma apparentemente “sofferto” di esponenti della maggioranza.
Piccola proposta per l'assunzione di nuovi ricercatori nelle università italiane.
L'attuale struttura degli istituti di ricerca italiani ed in particolare delle università permette, a mio avviso, di poter parlare di vera e propria chiusura stagna nei confronti di qualsiasi elemento esterno. Voglio intendere con ciò che la possibilità che ricercatori, che abbiano svolto una parte dei loro studi e del loro lavoro di ricerca in un istituto terzo, sia esso in Italia o all'estero, possano poi essere assunti è molto bassa. Si assiste a casi in cui studenti diventino poi ricercatori senza aver mai messo i piedi fuori dal loro istituto; senza mai essere usciti fuori a confrontarsi con modi di pensare e lavorare differenti.
Sarkozy- Royal. Quale politica per la ricerca francese?
Di seguito, sono riportati i link per accedere ad una lunga intervista apparsa sulla rivista Nature ai candidati alle elezioni presidenziali francesi riguardante i possibili sviluppi futuri della ricerca francese in caso di elezione all'Eliseo.
Versione inglese:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s2.pdf
Versione francese:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s1.pdf
Sarkozy-Royal. Quelle politique pour la recherche française?
Ici, vous trouvez les liens à une longue interview, apparue sur le magazine Nature, aux candidats à la présidentielle française concernant les développements futures de la recherche française en cas d'élection à l'Elysée.
Version anglaise:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s2.pdf
Version française:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s1.pdf