
Nome: Raffaello Ferone
Ricercatore post-doc presso il dipartimento di fisica dell'università di Goteborg, Svezia
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Les mathématiques (la science, ndt) nous rappellent combien nous dépendons tous les uns des autres, et des intuitions et de l'imagination de ceux qui nous ont précédé, et de ceux qui constituent les institutions sociales et culturelles, les écoles et les universités, qui fournissent aux jeunes une instruction qui les rend capable de comprendre en profondeur les idées de leur temps. C'est notre tache de nous assurer que la société que nous allons laisser à nos descendants soit une communauté capable d'administrer et développer notre commun patrimoine scientifique. Les mathématiques (la science, ndt), en fait, sont parmi les activité les plus caractéristiques des hommes, une activité qui nous rend pleinement humain et qui, cela faisant, nous emmène à transcender nous même.
Sottoscrizione di un appello sui fatti avvenuti in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico alla Sapienza di Roma
Sul sito dell'Osservatorio della Ricerca, è possibile sottoscrivere un appello sui fatti che hanno coinvolto in questi giorni la Sapienza di Roma. L'appello è rivolto, cito, "al Presidente della Repubblica, ai politici, alle organizzazioni sindacali, alle associazioni, a quanti operano nell’ambito della comunicazione, ai rappresentanti delle varie religioni e a tutti i cittadini perché si ristabilisca la corretta lettura dei fatti e si evitino strumentalizzazioni che possono, queste sì, rappresentare un pericolo per il dialogo e per il civile confronto delle opinioni."
Si vuole con ciò stigmatizzare la gogna mediatica cui sono stati ingiustamente sottoposti i docenti universitari in nome della presunta tolleranza delle opinioni altrui.
Sul sito è possibile trovare oltre all'appello, un'attenta descrizione e lettura di quanto avvenuto, con commenti da parte di Giorgio Parisi, Pietro Greco e Stefano Rodotà.
Riporto inoltre, di seguito, alcune brevi dichiarazioni rese ad un TG nazionale domenica 20 gennaio da una parte di quei politici che hanno preso parte in Piazza San Pietro all'Angelus del Papa. Permettono di avere una percezione della mistificazione operata, anche grazie ai mezzi di informazione, e del messaggio trasmesso al pubblico televisivo, in gran parte senza alcun contraddittorio.
Alla domanda: "Perché lei è oggi presente qui in Piazza San Pietro?", hanno così risposto:
On. P. Casini, UDC: "Per affermare il valore della libertà e dell'identità cristiana dell'Italia e soprattutto un grande affetto al Santo Padre."
On. F. Cicchitto, Forza Italia: "Da laico per manifestare solidarietà al pontefice che da laici illiberali è stato contestato e gli è stato impedito di parlare all'Università di Roma."
On. A. Rochi, Alleanza Nazionale: "Per testimoniare una grande solidarietà umana al Santo Padre. Per cercare insieme di lavare quell'affronto, quell'offesa che è stata fatta da una cultura di sinistra vetero-marxista nei confronti del Santo Padre."
On. D. Santanché, La Destra: "Dal Papa una grande lezione di umiltà."
On C. Mastella, UDEUR: "Chiediamo scusa per quegli imbecilli che non hanno consentito questo."
On. M. Borghezio, Lega Nord: "Non è una presenza politica e un significato metapolitico può sicuramente averla questa grande risposta popolare."
Naturalmente nessun cenno a quanto realmente accaduto. Parafrasando Marco Travaglio, potremmo dire che i fatti sono scomparsi per non disturbare le opinioni.
LA CRUSCA per voi (2)
Pubblichiamo il secondo intervento del Presidente dell'Accademia della Crusca, Professor Francesco Sabatini.
[pubbl. in “La Crusca per voi”, num. 35, ottobre (ma dicembre) 2007, pp. 1-3]
I fatti che hanno sollecitato questo nostro intervento non si riconducono a iniziative dei due membri dell’attuale Governo, perché si sono generati spontaneamente da tempo nell’ambito dell’autonomia universitaria, ma la loro incidenza sui processi di formazione linguistica, culturale e professionale delle nuove generazioni è tale da non permettere più che la prassi in questione sia lasciata andare avanti tra l’indifferenza e l’accondiscendenza di tutti noi: cioè, senza che tale prassi entri apertamente in un quadro di valutazioni complessive sulla politica linguistica ed educativa del nostro Paese. Si spera che questa doppia aggettivazione di una linea politica non sorprenda nessuno, e cioè che tutti gli interessati a questo discorso si rendano conto che nella formazione intellettuale dei giovani i fattori linguistici hanno un ruolo decisivo, e tengano ben presente che le lingue non sono un puro mezzo neutro che permette il passaggio d’informazioni: semplici pulsanti di diverso colore, da premere a scelta per attivare l’uno o l’altro circuito nel motore della mente. La verifica di questi principi è affidata, questa volta, proprio agli argomenti concreti che emergono dal caso in esame.
Piccola proposta per l'assunzione di nuovi ricercatori nelle università italiane.
L'attuale struttura degli istituti di ricerca italiani ed in particolare delle università permette, a mio avviso, di poter parlare di vera e propria chiusura stagna nei confronti di qualsiasi elemento esterno. Voglio intendere con ciò che la possibilità che ricercatori, che abbiano svolto una parte dei loro studi e del loro lavoro di ricerca in un istituto terzo, sia esso in Italia o all'estero, possano poi essere assunti è molto bassa. Si assiste a casi in cui studenti diventino poi ricercatori senza aver mai messo i piedi fuori dal loro istituto; senza mai essere usciti fuori a confrontarsi con modi di pensare e lavorare differenti.
Sarkozy- Royal. Quale politica per la ricerca francese?
Di seguito, sono riportati i link per accedere ad una lunga intervista apparsa sulla rivista Nature ai candidati alle elezioni presidenziali francesi riguardante i possibili sviluppi futuri della ricerca francese in caso di elezione all'Eliseo.
Versione inglese:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s2.pdf
Versione francese:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s1.pdf
Sarkozy-Royal. Quelle politique pour la recherche française?
Ici, vous trouvez les liens à une longue interview, apparue sur le magazine Nature, aux candidats à la présidentielle française concernant les développements futures de la recherche française en cas d'élection à l'Elysée.
Version anglaise:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s2.pdf
Version française:
www.nature.com/nature/journal/v446/n7138/extref/446847a-s1.pdf